IL TERZO TEMPO - Errori fatali e Stadium "invernale" ma a Wembley questa squadra può fare l'impresa

Un ottimo Tottenham conquista in rimonta un pareggio a Torino. Errori di Higuain e Buffon decisivi, ma a Wembley si può scrivere la storia.
 di Luigi Risucci  articolo letto 11889 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
IL TERZO TEMPO - Errori fatali e Stadium "invernale" ma a Wembley questa squadra può fare l'impresa

Tutto e il contrario di tutto nell'ottavo di finale europeo di andata. La Juventus ha sciupato clamorosamente la ghiottissima occasione di ipotecare il passaggio del turno, sprecando prima il doppio vantaggio ottenuto sul campo e poi una serie di occasioni che avrebbero chiuso anzitempo il match contro il Tottenham. Invece gli inglesi non si sono affatto demoralizzati dopo il fulmineo 2-0 ottenuto in otto minuti, macinando gioco e chiudendo la Juventus nella propria metà campo, avallando un predominio territoriale giustamente rivendicato da Pochettino nel post gara. Higuain è stato certamente il migliore dei suoi ma sul risultato finale pesano come macigni i suoi errori in fase realizzativa, su tutti il penalty fallito nel recupero della prima frazione, vero spartiacque della partita. Andare al riposo sul 3-1 avrebbe senza dubbio indirizzato il match su altri binari, invece i bianconeri hanno subito il contraccolpo psicologico dell'errore del Pipita dal dischetto, lasciando campo ed iniziativa agli avversari, apparsi squadra che dalla trequarti in su ha poco da invidiare alle migliori compagini europee. Andavano, al contrario, sfruttate meglio le gravi lacune difensive degli Spurs che, se aggrediti, hanno dimostrato di sciogliersi come neve al sole: il primo tempo poteva chiudersi tranquillamente sul 4-1 invece, con gli inglesi in partita, si è trasformata in una trappola terribile per una Juve timida psicologicamente e stanca fisicamente, incapace di imbastire ripartenze per tutto il corso della ripresa. Allegri aveva deciso di rispolverare il 4-2-3-1, schierando tutta la potenza offensiva a disposizione, e alzi la mano chi non ha pensato alla grande strategia del mister al minuto otto, sul risultato di 2-0. In fase di non possesso la squadra si abbassava con un 4-4-2 con Mandzukic e Bernardeschi ali pure e Costa in appoggio ad Higuain, uno schieramento in astratto granitico, allo stesso tempo in grado di far male con le ripartenze del brasiliano. In effetti, invece, gli inglesi prendono il controllo del gioco a metà campo e raggiungono il pareggio con una punizione dell'ottimo Eriksen, che sorprende Buffon sul suo palo. Il capitano commette errori del genere con la frequenza di uno ogni due anni e sino ad allora era stato il solito Buffon, con due parate magiche sull'uragano Kane. L'impressione è che gli episodi, le sliding doors della partita abbiano voltato le spalle ai bianconeri e sorriso agli Spurs che, sia chiaro, hanno portato via da Torino un pareggio meritatissimo per quanto visto sul campo. Quest'anno, in particolare il rapporto con i penalty, non è felicissimo per i bianconeri che, con i due falliti da Dybala contro Atalanta e Lazio e quello di Higuain ieri, avrebbero un piede ai quarti ed il primo posto in campionato. Ma con i “se” e con i “ma” non si fa la storia ed occorrerà rimboccarsi le maniche e, magari, esercitarsi maggiormente dal dischetto in allenamento. Una menzione è doversoa anche per lo Stadium che troppo spesso si spegne nelle difficoltà delle partite, facendo mancare agli undici in campo il sostegno che meriterebbero non solo a risultato acquisito. É importante che la casa che ha visto sei anni di trionfi su sei torni ad essere un fortino in grado di far tremare gli avversari e di infuocare gli animi dei giocatori in maglia zebrata, invece che mugugnare al primo passaggio sbagliato. Hanno ragione Allegri ed Higuain, che hanno alzato la voce l'uno in conferenza stampa e l'altro sui social in mattinata. Si vive di altalene emotive sconsiderate, che in pochi minuti ti fanno passare dall'esaltazione alla depressione, che hanno portato lo Stadium ad un silenzio irreale per tutta la ripresa e che hanno inondato nuovamente i social e la critica “giornalistica” di commenti che dipingono una squadra in difficoltà. Occhio a salire sul carro dei vincitori al compimento di imprese sportive senza precendenti, come potrebbero essere il settimo titolo nazionale di fila o la vittoria nella partita di ritorno. Già, perchè ci si dimentica che il passaggio del turno è ancora apertissimo e che la Juventus è squadra in grado di fare risultato ovunque, anche a Wembley e contro un Tottenham in grande forma. Ci sarà con tutta probabilità un Dybala in più e la difesa inglese ha lasciato intendere che segnare all'ottimo Lloris non è impresa impossibile, anzi. Ci vorrà un ambiente diverso, anche perchè se mezza Italia tifa Juventus l'altra metà non aspetta altro che un passo falso della squadra di Allegri ed è pronta a gettare fango su un lavoro attento e programmato, capace persino di colmare assenze prolungate e pesanti come quelle della Joya, di Matuidi e di Cuadrado che ieri sarebbero serviti come il pane. Appuntamento con la storia il 7 marzo nello splendido scenario di Wembley dove servirà una squadra d'assalto e libera da pensieri per compiere un'impresa si difficile, ma tutt'altro che impossibile per i bianconeri. La testa nel frattempo è già al derby di domenica all'ora di pranzo, occasione ghiotta per scrollarsi di dosso il nervosismo e le scorie rabbiose lasciate dal martedi europeo in casa Juventus.

Mg Firenze 09/02/2018 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Gonzalo Higuain © foto di Matteo Gribaudi/Image Sport