IL TERZO TEMPO - Dybala nell'olimpo dei campioni sotto gli occhi di Messi. Allegri fine stratega del "delitto perfetto" allo Stadium

IL TERZO TEMPO - Dybala nell'olimpo dei campioni sotto gli occhi di Messi. Allegri fine stratega del "delitto perfetto" allo StadiumTuttoJuve.com
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mercoledì 12 aprile 2017, 16:20Primo piano
di Luigi Risucci
La Joya si consacra al cospetto del suo idolo. Juventus bella come non mai. Al ritorno sarà un'altra partita ma ci sono le basi per compiere la vendetta perfetta della finale di Berlino

Quando un bambino tira calci ad un pallone, nella sua mente sognante, immagina di vivere un giorno lontano partite come quella di ieri sera. É la notte delle stelle allo JStadium, due squadre complete, ricche di campioni e talento, che si sfidano nella competizione più bella ed affascinante che ci sia. Sin dal mitico inno della Champions i volti e gli occhi dei bianconeri sembravano invocare una serata come quella andata in scena di lì a poco, con un misto di rabbia agonistica e concentrazione senza pari. L'approccio sul campo non ha mentito, Allegri prepara un pressing forsennato e marcature strettissime su quella MSN che spaventerebbe ogni difesa, togliendo fonti di gioco e tranquillità nel possesso ai blaugrana. Al 7', dopo una splendida azione costruita da Khedira ed Higuain, Cuadrado punta un imbarazzante Mathieu e serve Dybala: l'argentino in una frazione di secondo si gira su se stesso e disegna una parabola imprendibile per Ter Stegen. Il Barça prova a reagire, Messi disegna un passaggio da fantascienza per Iniesta, ma il “mago” catalano si fa ipnotizzare da un sontuoso Buffon, capace di restare in piedi sino all'ultimo e di deviare in angolo un diagonale velenoso. Parata fondamentale perchè sul capovolgimento di fronte Mandzukic scappa su quella che è ormai diventata la “sua” corsia, punta Sergi Roberto (il secondo punto debole della retroguardia asturiana) e serve in mezzo Dybala. La sentenza della Joya non ammette ricorsi, sinistro nell'angolino basso che fa secco, ancora una volta, Ter Stegen. Lo Stadium è una bolgia, l'entusiasmo travolge anche i giocatori in campo che affrontano colpo su colpo gli avversari, raddoppiando e spesso triplicando le marcature, sino ad asfissiare le fantasie dei fuoriclasse catalani. La partita si costruisce sullo sterile predominio territoriale della squadra di Luis Enrique e sulla maniacale attenzione difensiva di quella allenata da Allegri, fine stratega e capace di leggere tutte le sfaccettature delle manovre offensive avversarie. Buffon compie l'ennesimo prodigio su Luis Suarez, che di li a poco avrà un bel abbraccio di riappacificazione con Chiellini (i due non s'incontravano dal celeberrimo morso dell'uruguaiano al Mondiale 2014) e la Juve sfrutta il terzo punto debole degli avversari: le palle inattive. Su perfetta pennellata di Pjanic, il numero 3 bianconero sfrutta tutto il mismatch fisico col suo marcatore Mascherano ed incorna il tris delle zebre, gettando nello sconforto Messi e compagni. Tra le righe della partita la splendida prestazione dei terzini Dani Alves, infervorato dalla voglia di rivalsa verso i suoi ex compagni, ed Alex Sandro, un francobollo attaccato al giocatore più forte del pianeta, autore di una marcatura attenta e cinica, fisica e mentale, in grado di arginare il genio immenso del “dies” per eccellenza. Khedira e Bonucci fanno valere il peso della loro esperienza in partite di questo rango, giocando concentrati e puliti su ogni giocata.

Cuadrado e Mandzukic, ormai maestri delle due fasi giocano una partita di abnegazione e sacrificio senza pari, caratteristiche imprescindibili se giochi contro il Barcellona con quattro attaccanti in campo. Il croato merita una menzione speciale. Il suo carattere spinge i compagni in campo ed aizza le folle che popolano le tribune, spesso si trova in posizione più arretrata rispetto al terzino, sputa sangue e sudore per la maglia, lotta con anima e corpo per difendere il risultato. Lì davanti tanto sacrificio per Higuain, costretto spesso a fare il rifinitore ed a lanciare il pressing offensivo; il Pipita avrebbe anche le occasioni per rimpinguare il già copioso bottino della serata ma spreca, prima sparando addosso a Ter Stegen e poi piazzando un destro molle dal limite. La notte da sogno dello Stadium si chiude tra gli applausi scroscianti del pubblico e nel segno di quel giocatore che ieri si è consacrato definitivamente al grande pubblico come un fuoriclasse assoluto. Paulo Dybala ha vissuto una serata da protagonista assoluto, giocando con personalità da veterano, al cospetto del suo idolo Lionel Messi. I riflettori degli addetti ai lavori sono puntati sul suo talento già da tempo, ma in pochi potevano pronosticare un exploit di questo genere proprio nella partita più importante della stagione. Tecnica, classe, fantasia ma anche corsa e sostanza al servizio della squadra, un campione completo e pronto ad indossare la mitica 10 bianconera nella prossima stagione, previo rinnovo da firmare probabilmente dopo la partita di ritorno con i blaugrana. Ecco, il pensiero fugge già al return match in programma tra una settimana al Camp Nou. La squadra di Luis Enrique tra le mura amiche è in grado di rimontare qualunque risultato ed il PSG ne sa qualcosa, per cui nulla è deciso per la partita di ritorno. Allegri ha detto che bisognerà segnare per mettere in cassaforte la semifinale e, viste le defaillances della retroguardia spagnola, non sarà impossibile fare l'impresa ed eliminare la squadra più temuta, compiendo definitivamente la vendetta della finale di Berlino di due anni fa. Ci sarà da sudare, anche perchè sabato c'è il testacoda da affrontare in campionato contro il Pescara di Zeman, partita mai banale a causa gli alterchi con il tecnico boemo. Il massiccio turn-over sarà d'obbligo, così come la disponibilità di tutti, soprattutto chi ieri sera non è stato impiegato, a fare un'altra grande partita. La stagione entra nel vivo ed quel sogno infantile richiamato nell'incipit, cullato per tutta la stagione e, forse, negli ultimi 20 anni, sembra ancora lontano dallo spegnersi.

© foto di Daniele Buffa/Image Sport