GRANDE SQUADRA

GRANDE SQUADRATuttoJuve.com
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domenica 2 marzo 2014, 23:25Primo piano
di Mario Cicerone

Il risultato sembra la conclusione di una classica vittoria in trasferta. Eppure è fuorviante. Ingarbugliata nella trama, la sfida ha rivelato più di quel che possa sembrare. Il primo tempo è sofferto. Il Milan mostra aggressività e ordine tattico. Al netto delle occasioni, la Juve sembra macchinosa. I capricci del destino, però, sorridono a Madama. Apre una rete del Rey Leòn, chiude la solita perla di Carlitos Tevez. L'argentino è giocatore poliedrico: leonino per carattere, danza come un tanguero e lotta come un gladiatore. Olé. 

Narcotizzata dalle fatiche di Trebisonda, la Juventus comincia appesantita. Non solo nelle gambe, ma anche nella testa. Le idee, filtrate dagli schemi tentati, sono come ottenebrate da un certo alone di lentezza. Il Milan ne approfitta. Il primo tiro è di Taarabt: bloccato. Tevez riscatta un approccio poco incisivo. Trascinatore agonistico, l’Apache conquista e crossa per Llorente, che cicca la conclusione e permette il tiro ravvicinato a Lichtsteiner, respinto da Abbiati. Provato il brivido, il Milan valica con assiduità il proprio centrocampo. Un contropiede fulmineo, coordinato da Pazzini e Taarabt, permette a Kakà di calciare due volte a rete, prima respinto da Buffon, poi da Bonucci sulla linea. Occasione dopo occasione, il Milan corteggia il vantaggio senza mai ottenerne il favore. La partita sembra ammiccare ai padroni di casa. Su un altro cambio di transizione, Kakà calcia a giro, poi Poli spara alto. Il momento veste rossonero. Di più: è il miglior Milan della stagione. Non che la Juventus sia inerme all’arrembaggio avversario, ma l’efficacia di una sua possibile reazione sembra qualcosa da rimandare, magari nel secondo tempo. Conte, per questo, ordina attenzione: difendere il pareggio, reagire dopo. Eppure la carestia produttiva si risolve in un attimo. Basta un lampo, quasi inaspettato: Marchisio sfrutta un errore di Rami, poi cede a Tevez, un cui tocco geniale permette a Lichtsteiner di crossare per Llorente e favorirne la conclusione a porta sguarnita. Intendetela come volete, legge del calcio o fenomenologia della grande squadra: alla Juve basta così.

Ferito nell’orgoglio, il Milan non allenta la carica. Un riflesso di Buffon neutralizza un colpo di testa di Pazzini. Seedorf applaude l’agonismo dei suoi. Poi è costretto al cambio. Galeotto è uno scontro cefalico tra Poli e Caceres: il primo esce al posto di Saponara, il secondo rientra in campo con un turbante protettivo. Il Milan tenta di stanare la Juventus per centrare il bersaglio. Il vantaggio ottenuto in chiusura di tempo, però, ha rivitalizzato la mente bianconera. Ci pensa Tevez a scacciare i timori: dal limite, l’Apache spara un destro al tritolo che non può, per bellezza e forza, che esplodere in rete. E così Seedorf cambia. Due cambi in pochi minuti: dentro Honda e Robinho, fuori Montolivo e Taarabt. La Juventus amministra. Letture tattiche di Conte: dentro Padoin e Osvaldo, fuori Lichtsteiner e Llorente. Pogba becca anche il palo. L’hombre del partido esce per la passerella finale: Carlitos Tevez, fuori al posto di Giovinco. E quando Robinho centra anche la traversa, l’epilogo della partita è già stato scritto. Vince la Juve, ancora una volta.