ESCLUSIVA TJ - Mauro German Camoranesi: "Partita simile a quella di Berlino, la Juve gestirà il match. Tra Dybala e Messi c'è un oceano. Nel 2006 stavo per andare al Lione..."
Otto stagioni vissute all'ombra della Mole, 32 i gol messi a referto e numerose le gioie regalate al pubblico bianconero. La più importante? Esser rimasto a bordo della nave che stava affondando nella burrascosa estate del 2006, quella in cui la Juventus retrocesse per la prima volta nella propria storia nel purgatorio della Serie B. I microfoni di TuttoJuve.com hanno raggiunto Mauro German Camoranesi fino a Buenos Aires, in una chiacchierata che ha toccato tanti temi differenti: "La Juve ha già vinto il titolo a settembre (ride ndr), le sue avversarie in Italia non riescono a batterla - racconta in esclusiva a TuttoJuve -. Il Napoli su cinquanta scontri ne può vincere due. Gli azzurri esprimono il calcio migliore ma secondo me non ha giocatori di peso - anche nazionali - che possano mettere in difficoltà i bianconeri".
Ma cosa pensa del nostro campionato? "Non vedo più di tanto la Serie A - ha risposto -, non guardo tutte le partite. Ho visto ieri mattina un po' del Milan con il Palermo, ho visto la Roma e una ventina di minuti di Juventus-Chievo. Guardo un po' tutti gli incontri, cerco di vedere anche le partite della Premier e della Bundesliga. Dislivello Serie A? Penso sia un fattore economico, se il campionato italiano avesse tutti gli stadi nuovi sarebbe molto più appetibile il campionato italiano. I giocatori importanti si muovono per i contratti, vanno dove li pagano meglio e dove hanno la possibilità di lottare per vincere. Guardiamo il Psg, nonostante sia in un campionato non di primissimo livello riesce a terminare tra le prime otto in Europa. E' perchè spende tanto, non nascondiamoci: è il denaro che muove il calcio - ha confessato -. Il pubblico vuole godersi una partita di calcio, secondo me l'Italia è rimasta un po' indietro. Torino? Realtà unica in Italia, ha due stadi nuovi. Gli altri no".
Passando a Juventus-Barcellona. Come può questa Juve battere i catalani?
"Non ho la ricetta, ma è evidente che sono due squadre che si rispettano molto ed ognuna con le loro caratteristiche. Il loro punto debole è la difesa, sicuramente la Juve aspetterà nella sua trequarti campo e tenterà di approfittare di ogni distrazione del Barcellona. Non penso affronterà la partita in maniera diretta".
Quindi, per capirci, il centrocampo recupera palla e serviranno le due ali che cercheranno di servire Higuain...
"Sì ma più o meno sarà la stessa partita della finale di Berlino, quella in cui vinse il Barcellona 3-1. Sarà una partita molto equilibrata, i catalani attaccando lasceranno molto spazi. I bianconeri non andranno a pressare alto, secondo me gestirà la partita. Dovranno passare in vantaggio, in caso accada il ragionamento che faranno quando andranno a Barcellona sarà differente. Perchè sullo 0-0 non riesci a gestir nulla, in quel caso sarebbe molto difficile il ritorno".
Più o meno quanto capitato con il Napoli?
"La Champions League è un'altra cosa, il Barcellona pure. Non si può fare un paragone con il campionato".
Quanto può essere determinante un giocatore come Cuadrado stasera? A Berlino mancò proprio uno delle sue caratteristiche...
"Ho sempre detto che, in questa squadra, lui e Dybala danno più spontaneità nel gioco, lo rendono meno piatto. Offrono brillantezza nella manovra con i loro spunti individuali. Come fermare la MSN? Nell'uno contro uno fanno la differenza, per cui penso che la Juventus non vorrà scoprirsi per evitare che la propria difesa li affronti singolarmente".
Mi hai parlato di Cuadrado e Dybala. Higuain no?
"E' un giocatore con altre caratteristiche, non è abituato a saltare l'uomo e a creare superiorità. Lui è un rifinitore, finalizza l'azione e la squadra gioca per lui. Sono ruoli diversi"
Un altro aspetto interessante potrebbe esser la sfida tra Dybala e Messi. In Argentina si parla di questo confronto?
"Si parla della sfida in generale, non tanto di quella tra di loro. Penso ci sia un oceano, i paragoni bisogna farli tra altri giocatori. Mandzukic? E' molto umile, ha voglia di partecipare anche non giocando nel suo ruolo. Riesce a dare il meglio lo stesso".
Hai sentito Gigi? Gli hai detto qualcosa di particolare?
"No, non lo vedo da qualche anno. Ma non c'è bisogno di dirgli niente, sa quel che deve fare. E' un leader. Esperienza conta quanto un goal? Penso soprattutto per i compagni, è molto fondamentale avere un giocatore dalle caratteristiche di Gigi".
Se ti chiamasse Allegri e ti dicesse di giocare...
"Sarebbe fantastico, ma con la pancia che ho ora no (ride ndr)".
Parlando di Juve-Barcellona del 2003, cosa mi puoi raccontare a distanza di quattordici anni?
"Ricordo che giocai malissimo al ritorno, venni anche sostituito. La squadra rimase in dieci per l'espulsione di Edgar Davids (al 79' della ripresa ndr), proprio allo scadere dei supplementari ci fu la progressione di Birindelli con il gol di Zalayeta. Gioia assoluta per noi. Kluivert si mangiò non meno di tre gol, era il Barcellona degli olandesi e le due squadre diedero vita ad una sfida molto equilibrata".
Cosa ti ha spinto a rimanere alla Juventus? Ti voleva l'Inter nell'estate 2006?
"Avevo la possibilità di andare al Lione, non all'Inter. La società mi aveva dato il via libera per la cessione ma il giorno dopo si pentì, perchè insieme all'allenatore volevano che rimanessi alla Juve. Ero stato ceduto al 50% agli allora campioni di Francia, quelli che vinsero tra il 2002 e il 2008 sette Ligue 1 consecutive".
Si ringrazia Mauro German Camoranesi per la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
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