ESCLUSIVA TJ - Kean, parla il fratello Giovanni: "Rifiutammo la Juve, ma ora si trova benissimo. Se rinnoverà sarà un premio. Vi racconto tutto di lui..."
C'è chi a sedici anni pensa a godersi la propria adolescenza e c'è chi, invece, ha già esordito in prima squadra con la maglia della Juventus. Un vero predestinato Moise Kean, un crack che i bianconeri vorranno tenersi ben stretti in un futuro prossimo. E per tracciare un profilo dettagliato sul chi è questo ragazzino di diciassette anni che ha conquistato tutti, ci ha pensato in esclusiva ai nostri microfoni il fratello Giovanni: "Il rapporto con Moise è molto stretto, mi vede come un esempio e ascolta molto ciò che gli dico. Abbiamo un bellissimo rapporto".
A chi ti ispira tuo fratello?
"Ha sempre avuto una predilezione per Mario Balotelli, a livello di gioco è sempre stato il suo idolo. Si è ispirato molto a lui come stile di gioco, ma non disdegna nemmeno Thierry Henry".
Ha sempre voluto giocare in quella posizione?
"Sì, ha sempre voluto far l'attaccante. Fin da piccolo ha sempre assistito alle mie partite e a quelle di mio fratello, cercando sempre di apprendere. A lui piace partire dall'esterno per poi accentrarsi e concludere in porta".
Una carriera iniziata ad Asti...
"Ha giocato molto poco qui, poi è stato prelevato al Torino dove ha giocato per circa quattro anni al Toro, ma alla fine è stato acquistato dalla Juventus. Reazione? I bianconeri lo hanno cercato fin dal suo secondo anno in granata, ma noi abbiamo sempre rifiutato. I rapporti sono cominciati ad essere stretti quando, dopo mio cugino, arrivai io in bianconero. E alla fine decidemmo di portare anche Moise. Aveva tredici anni quando è sbarcato alla Juve".
Come è stato il suo ambientamento?
"Sì è trovato fin da subito molto bene, ha avuto mister importanti come Gabetta e Grabbi, quest'ultimo gli ha fatto anche da padrino. E' sempre stato messo nelle condizioni di poter lavorare in tranquillità, in tal senso è una delle squadre più importanti in Europa. L'hanno educato nel migliore dei modi, quando errava lo hanno sempre ripreso e rimproverato nel modo giusto. A loro vanno i miei complimenti, sono i numeri uno".
Come ha vissuto Moise il giorno del suo esordio in campionato?
"Stava lavorando davvero bene in prima squadra, Moise si è sempre fatto voler bene dal mister e dai suoi compagni, lo hanno molto aiutato in questo. E' umile e tranquillo, prende tutto questo come un gioco ed era molto sereno quando ha fatto il suo ingresso allo Juventus Stadium. Non so come ha fatto, io al suo posto sarei stato molto agitato. Aspettava da tanto questo momento, si è voluto godere tutto questo senza pressioni. Quando ci siamo visti in albergo dopo il match, era al settimo cielo.
E in Champions? Immagino l'emozione di esordire a Siviglia sull'1-1...
La partita si era fatta molto difficile (a Siviglia ndr) e nessuno si aspettava che il mister facesse entrare Moise, ma invece all'ultimo gli ha detto 'spogliati, spogliati che entri'. Una vera emozione. E' entrato benissimo, non dico sia cambiata la partita ma è riuscito ad incidere sulla vittoria finale".
Si erano create tantissime aspettative intorno a lui, e nonostante l'età che ha è riuscito a reggere ad una pressione che poteva schiacciarlo...
"Si deve calcolare che è un ragazzo di sedici anni, è un bambino che non doveva essere nemmeno in primavera ma all'ultimo anno di allievi. Per quello che ha fatto è già tantissimo, ora bisogna lasciarlo lavorare in tranquillità senza aspettative e pressioni perchè ha tempo per crescere. Vedono i giovani come coloro che devono spaccare il mondo, invece non bisogna dimenticare che sono giovani d'età, ma come testa ed esperienza devono ancora crescere molto".
Cosa ti ha potuto raccontare della prima squadra?
"Si allena con loro, è legatissimo a Sturaro e ha fatto amicizia anche con Marchisio e Lemina. Colui che più lo ha impressionato è stato Dybala, ma ha raccontato anche di Alex Sandro. Osserva molto le attitudini dell'argentino e di Pjaca. Mister? Grosso gli vuole bene, stravede per lui. Con l'Udinese ha fatto veramente un bel gol".
Chiudo con una curiosità: sul rinnovo cosa mi puoi dire?
"Dico sempre a mio fratello di non pensare alle voci di mercato e alle squadre che lo vogliono, deve pensare a svolgere al meglio il proprio lavoro. Se rinnoverà sarà un premio, se andrà da un'altra parte non saprei. Dipende tutto da Mino (Raiola ndr)".
Si ringrazia Giovanni Kean per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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