ESCLUSIVA TJ - Duravia: "Che emozione sostituire Salihamidzic! Tanti consigli da Legrottaglie. E quando mi infortunai..."
Ben sette stagioni con la maglia della Juventus. A livello di Settore Giovanile, ma con interscambi continui con la prima squadra negli anni di Claudio Ranieri e Ciro Ferrara.
Tra i calciatori che nel corso dello scorso decennio si sono distinti all'insegna di prospettive rigogliose in bianconero, figura anche Marco Duravia, centrocampista classe 1989.
Duravia ha raccontato la sua parabola ascendente, in esclusiva a TuttoJuve.com.
Sette stagioni in bianconero, sicuramente all'insegna di tantissimi ricordi. Quali sono quelli più intensi?
"Uno è la vittoria del Torneo di Viareggio nel 2009, con Maddaloni allenatore: battemmo 4-1 la Sampdoria in finale e dimostrammo, per tutto il torneo, una superiorità schiacciante. Il secondo l'esordio con la prima squadra, nel Trofeo Birra Moretti, contro il Milan, al posto di Salihamidžić: entrai insieme a Castiglia, mio grande amico. Lui subentrò al posto di Nedved... Eravamo al San Paolo di Napoli".
Qual è l'allenatore di prima squadra a cui ritieni di dover di più?
"Ranieri è quello che mi ha colpito di più. E' stato l'unico che ha coperto tutta la mia esperienza di prima squadra: mi convocò in ritiro a Pinzolo e mi permise di giocare scorci di partite amichevoli. Ricordo la sua eleganza e il suo modo di esporsi calmo e pacato: ritengo di essere migliorato con lui. Dopo Ranieri ci fu Ferrara, che però è stato poco. Anche con lui ebbi subito un gran rapporto, anche perchè era il Responsabile del Settore Giovanile della Juve e, di conseguenza, mi conosceva un po' meglio".
Se dovessi invece scegliere i calciatori della prima squadra che ti hanno preso di più nelle loro "grazie" sin da subito?
"Durante il ritiro legai molto con Marchionni e Zanetti: mangiavo sempre vicino a loro e si era creato un bel rapporto umano. Vedevo molti compagni distanti da me, poichè super affermati".
Hai ricevuto qualche consiglio particolare, che ti porti dentro?
"Ricordo Legrottaglie, che era sempre molto pratico di consigli con noi. Poi ricordo con affetto Salihamidžić: dopo un infortunio che avevo avuto al menisco mi scrisse un sms, facendomi i suoi personali auguri: mi hanno aiutato nell'inserimento".
Hai giocato anche con Ciro Immobile: te lo saresti mai immaginato che avrebbe macinato record su record?
"Aveva già grandissime qualità rispetto a tanti altri: aveva una determinazione notevole... Poi era molto consapevole dei suoi mezzi e questo lo ha sicuramente favorito nel calcio che conta. Quest'anno ha fatto una stagione incredibile: è cresciuto più delle già più grandi aspettative. Merito della sua attitudine verso il lavoro".
Hai qualche rimpianto?
"Nel calcio un po' tutti hanno quello che si merito. Io in quel momento non ero pronto psicologicamente e, avanti con l'età, ne assumi consapevolezza. Ho conosciuto tantissimi ragazzi forti che non hanno ottenuto quello che avrebbero potuto, che però lasciavano già intravedere doti importanti. Secondo me quello che ho fatto era totalmente consono alla mia preparazione in quel momento".
Direttore: Claudio Zuliani
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