ESCLUSIVA TJ - Cristian Pasquato: "Pagherei per un nuovo ritiro con la Juve, che rammarico essere andato a Lecce. Sulla mia avventura in Russia e il mio futuro..."
Cristian Pasquato non ha bisogno di presentazioni. Considerato uno dei migliori talenti di prospettiva, esordisce non ancora ventenne in campionato subentrando ad un certo Alessandro Del Piero. Da allora, saranno nove le casacche indossate per dimostrare le proprie capacità calcistiche, fino a quando a ventisette anni decide di rimettersi in gioco scegliendo il Kryl'ja Sovetov Samara e il campionato russo. La Redazione di TuttoJuve.com lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per raccontare come sta procedendo e per parlare della Juventus:
Buongiorno Cristian, tempo fa ci avevi parlato di un piccolo problema di ambientamento. Ora come procede la situazione in Russia, ti sei finalmente ambientato?
"Ora sono veramente felice e contento di questa scelta che ho fatto. Specialmente, questo lo devo all'ultimo mese in cui ho giocato di più con il nuovo mister, con il vecchio giocavo solo quando mancavano i compagni. Con il cambio della guida tecnica sono tornato a giocare nel mio ruolo, sto ottenendo buone prestazioni dal punto di vista personale".
E' un campionato nuovo, stimolante, definito da molti in forte crescita. Come lo hai trovato?
"E' un campionato strano, perchè qui l'ultima può vincere contro la prima come capitato a noi contro lo Spartak (di mister Carrera ndr) per 4-0. E' stato un risultato storico per la città e per la squadra. Mi piace molto, è divertente e affascinante. Mi spiace non aver avuto questa opportunità quattro o cinque anni fa. Sei arrivato tardi? No, nel calcio non si arriva mai tardi. Quattro o cinque anni fa magari non ero nemmeno pronto per affrontare un'esperienza del genere, ora ho avuto attributi a rimettermi in gioco perchè ho lasciato tutti i miei familiari in Italia, sono andato in un paese in cui non conoscevo nulla e che è del tutto differente dal belpaese. Entrando nel vivo dell'esperienza, mi auguro anche nel futuro di continuare a giocare qui in Russia e il mio sogno è quello di poter giocare in una società importante che gioca le coppe. Sarebbe un bellissimo traguardo e un bellissimo punto di partenza".
Avevi molte offerte in Italia, quindi ti sei voluto mettere in gioco...
"Nella mia vita ho fatto molti sacrifici, ho lasciato la famiglia a tredici anni per andare a Torino e giocare nelle giovanili bianconere. Ho girato tutta l'Italia e nella carriera di un calciatore non è assolutamente semplice cambiare città e compagni ogni anno. Mi auguro che questo sacrificio venga ripagato dal punto di vista della sorte, ma tutto dipenderà da me. Se continuo a giocare come ho fatto nell'ultimo mese come ho avuto continuità, sarà possibile togliersi delle buone soddisfazioni. Obiettivo società? L'obiettivo iniziale era quello di migliorare il risultato dello scorso anno, adesso ci siamo un po' complicati la vita perchè abbiamo buttato le prime dodici partite dove abbiamo fatto sette punti e abbiamo avuto una svolta importante nelle ultime contro le prime della classe, come Spartak, Krasnodar e Zenit. La squadra ha cambiato marcia".
Ci sono dei calciatori importanti in Russia...
"Sì, Promes dello Spartak è una star in Russia; parlano solo di lui ed è solo tutto merito suo. Contro di noi non ha fatto una grandissima partita, ha giocato male anche per merito nostro. Fa la differenza come Giuliano dello Zenit, mi ha veramente impressionato. Anche Fernandes del Lokomotiv è un ottimo giocatore, ha una bella tecnica".
A proposito di calciatori che giocano in quel campionato, c'è anche Witsel dello Zenit. Come lo vedresti alla Juve?
"Purtroppo non ho avuto modo di confrontarmi con lui, sinceramente non ho seguito molto le partite delle nostre avversarie. E' un calciatore di livello mondiale, gioca titolare nell'undici di una delle nazionali emergenti nel mondo. E' un campione, è colui che serve ad una grande squadra come la Juventus per poter lottare per qualcosa di importante".
Che ricordi hai del periodo trascorso in bianconero?
"Parlando di settore giovanile, è una società che ti mette a disposizione tutto e tutti e per questo mi son sempre sentito in debito con loro. Ho un bellissimo ricordo della prima squadra perchè esordii col Catania subentrando al capitano per soli trenta secondi. Rimpianti? Feci un ritiro importante e di qualità nel primo anno di Conte, ma scelsi poi di andare a Lecce apposta di rimanere in bianconero poichè convinto di trovare più spazio. La società aveva tanti esterni, ma purtroppo scelsi con la mentalità del ragazzo. Di queste cose, purtroppo, ti rendi conto solo successivamente, perchè la soluzione migliore era chiaramente quella di rimanere alla Juventus".
Mister Conte aveva dimostrato di credere in te?
"Fui molto fortunato perchè ad un certo punto, il mister sceglieva me e Pepe nel 4-4-2 nella formazione che sceglieva. Mi comportai bene, feci delle buone prestazione e segnai anche qualche gol. Ora pagherei per rifare un ritiro con la Juve, mi ha sempre dato delle sensazioni incredibili e mi son sempre visto in maniera differente quando mi allenavo con loro".
Durante il tuo lungo girovagare, non hai più avuto modo di fare un ritiro con i bianconeri?
"Purtroppo non è più accaduto. Da quando son stato riscattato dall'Udinese, a Torino mi alleno con il gruppo dei fuori rosa che è differente da quello della prima squadra. Ho sempre sperato in una loro chiamata, ma non è mai successo. La società avrà fatto sicuramente le sue valutazioni, inoltre al giorno d'oggi è difficile esser richiamati con tutti quei campioni che hanno in rosa ma onestamente mi sarebbe bastato anche semplicemente allenarmi, respirare nuovamente quell'aria diversa".
Cosa mi puoi raccontare di quel ritiro svolto nel 2011 agli ordini di mister Conte?
"E' stato un sogno, avvenne tutto per caso perchè in quella estate dovevo andare in compropietà al Cagliari o al Novara. Le società non si sono poi accordate, trovai più continuità negli allenamenti ed iniziai ad avere più spazio. Mi sentivo un leone, nonostante abbia sostenuto delle amichevole che non vogliono dir nulla, ancora oggi provo dei brividi a ripensare a quel periodo. E' una sensazione indescrivibile".
Nel momento in cui terminerai in Russia il tuo prestito, sai già quello che succederà? La società ti ha già comunicato una sua eventuale scelta?
"Nel momento in cui scadrà il prestito in Russia, ho comunque una clausula con la cifra già prefissata. Ho un altro anno di contratto con la Juventus e sapere quello che succederà a giugno è impossibile. Molto dipenderà da me e da come mi comporterò nella seconda parte di campionato".
Che idea ti stai facendo della Juventus attuale?
"Non perdo una partita dei bianconeri, riesco a seguirla qui dalla Russia tramite internet. E' una macchina da guerra, dal primo anno di Conte stanno facendo un qualcosa di straordinario. Marotta e Paratici sono due direttori d'orchestra, due fenomeni nel loro campo e hanno costruito un'armata indistruttibile. E' la verità, lo dicono i fatti. Ogni anno riescono ad introdurre campioni di livello mondiale, ogni anno possono permettersi di fare investimenti importanti a livello di squadre come Real Madrid, Barcellona o le due di Manchester. Campionato? E' un po' più semplice perchè dico Juventus, in Champions la decisione è più dura. Sarebbe straordinario se riuscisse a vincerla. E' dura per tutti, nelle due partite può accadere davvero di tutto".
Cuadrado aveva già queste qualità ai tempi di Lecce?
"Ha fatto un po' tutti i ruoli, è partito da terzino nel 4-4-2 per poi fare l'attaccante nel tridente. E' un calciatore molto duttile, dove lo metti fa bene dappertutto. All'epoca mi impressionò perchè aveva un cambio di passo terribile, sembrava giocasse con gli avversari perchè si fermava davanti a te guardandoti, appena tu contraccambiavi lo sguardo era già a venti metri. Vinceva le partite da solo, lui e Muriel furono i protagonisti in quella stagione".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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