DYBALA: "Il mio idolo Tevez mi chiamò alla Juve, ma poi lasciò lui"

DYBALA: "Il mio idolo Tevez mi chiamò alla Juve, ma poi lasciò lui"TuttoJuve.com
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giovedì 13 aprile 2017, 19:50Primo piano
di Marco Spadavecchia

"Quando mi dissero per la prima volta che la Juventus, dove giocava Tevez, era interessata a me, non ci ho pensato un attimo a dire sì". Paulo Dybala si racconta emozionato, ricordando le ore decisive del suo passaggio alla Juventus, maturato anche grazie alle parole di uno dei giocatori più amati dalla Joya. "Tevez per me è un idolo. Mi chiamò dicendo che sapeva che la Juve mi stava per comprare e che lui mi voleva - precisa il 23enne al media sportivo argentino Olè -. La prima cosa che gli dissi fu: 'Carlos, ma tu rimani?'. Perché si diceva che io avrei dovuto colmare il vuoto che avrebbe lasciato lui. Io desideravo giocare con lui. Carlitos mi disse che non sapeva cosa sarebbe successo a lui. Così io scelsi lo stesso di andare alla Juventus. Alla fine ciò che si diceva era vero: avrei dovuto prendere il suo posto, mentre lui andò al Boca".

DYBALA IN REGIA - Cambi di casacca e di ruoli in mezzo al campo per U' Picciriddu, soprannome nato ai tempi del Palermo. "Nel mio villaggio giocavo da ala sinistra, come fa Di Maria - racconta Dybala -. Poi ho spostato il mio raggio d'azione sulla trequarti. Ma nell'Instituto ho anche giocato da falso nueve. Mi sono trovato benissimo anche in quella posizione, anche se adesso alla Juve gioco dietro la punta (Gonzalo Higuain, ndr). Il mio idolo rimane un trequartista, anzi il trequartista, Juan Roman Riquelme. Quando ero bambino lo guardavo in televisione e mi piaceva moltissimo. Però non l'ho mai visto dal vivo e non l'ho mai potuto conoscere. Mi piacerebbe incontrarlo".

RELAX TORINO - Differenze tra Torino e Palermo? Poche ma significative. "A Torino ci si può rilassare e vivere con calma. I tifosi ti chiedono foto, però cercano di disturbarti il meno possibile. Se vedono che stai cenando, ad esempio, evitano, mentre al Sud la gente è più appassionata, come in Argentina. Un giorno dopo aver firmato con la Juve, tornai a Palermo perché mi mancavano i miei amici. Andammo in spiaggia e quando stavo per uscire dal mare, ho visto che tantissima gente mi stava aspettando a riva. Me ne sono dovuto andare".

BUFFON E PIRLO - "Un altro mio sogno - confessa infine il numero 21 bianconero - era scambiare la maglietta con Buffon. La prima volta che lo affrontai, mi avvicinai a lui, però poi mi frenai: 'Che faccio? Gliela chiedo o no?'. La seconda volta che lo affrontai ho fatto la stessa cosa (ride, ndr), mentre la terza mi sono deciso. 'Ce la scambiamo?', gli chiesi. Lui disse di sì. Fu indimenticabile. Un'altra maglia che volevo avere era quella di Pirlo. Quando gliela chiesi però, mi rispose che già l'aveva promessa a un altro mio compagno. Questo mio compagno, tuttavia, vide che io ci tenevo così tanto e me la diede. Oggi quella maglia è incorniciata e appesa a casa mia. Adesso ho io la sua 21, anche se avrei voluto la 9, ma quella era di Morata".