CONFERME EUROPEE

CONFERME EUROPEETuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 27 settembre 2017, 11:15Primo piano
di Caterina Baffoni

Le tante belle risposte arrivate dalla stracittadina di Torino, consentono a Madama di presentarsi al meglio nel secondo appuntamento di Champions. E il destino, ancora una volta, le presenterà di fronte la squadra del Pireo, in quello che sarà un match per certi aspetti decisivo.

C’è stata una sorta di irrequietezza in quella forza tacita della squadra di mister Allegri mostrata contro i granata, dove nel derby è corso un brivido di qualità sulla schiena di tutti  che non si vedeva da tempo.

La Juve col Toro, e anche precedentemente, ha presentato parecchi cambi oltre ad un Bernardeschi in rodaggio ma che fa ben sperare, in rampa di lancio non troppo repentina come lo stesso Max ci ha da sempre abituato coi più giovani innesti. E pensare che in tribuna e non ancora a disposizione in queste ultime gare c’erano: Khedira e Howedes (campioni del mondo da titolari, da non dimenticare), Marchisio, Pjaca e De Sciglio.

Questo per sottolineare come la profondità della rosa bianconera tuttavia abbia portato già a fine settembre, in anticipo dunque sulla tabella di marcia, ad avere una Juve fresca, più numerosa qualitativamente parlando, motivata, esuberante e spavalda al punto giusto e che, nel solito primo quarto di orologio , si è mostrata aggressiva e ha trasformato lo Stadium in un pentolone ribollente di passione.

È stata una Signora padrona di ogni singolo ciuffo d'erba, e così dovrà cercare di ripetersi anche contro i greci biancorossi, perché quando la forza riconquista il pallone, e la solidità mentale quella del campo, non può che non sopraggiungere il ciclone tremendo della qualità. 

Ecco cosa può diventare la Juve: mix letale di forza e gambe  col surplus di una qualità devastante, migliore rispetto a quella dello scorso anno.

Tuttavia, se è vero che questa forza, questa ondata di qualità e talento hanno travolto un Torino più inerme che popolare, la qualità degli undici bianconeri ci consente di arrivare all'appuntamento europeo con una motivazione migliore, ci consente di creare consapevolezza nel creare costantemente pericoli e poter gestire comodamente la palla, e di conseguenza far perdere lucidità all'avversario, perché da quando il centrocampo ha iniziato a parlare lo stesso linguaggio, dopo un periodo in cui era fisiologico attendere e pazientare e ora sembra aver preso una sua giusta conformazione, la squadra ha cambiato decisamente passo. Non è un caso se il primo match europeo sia stato deludente per il modo in cui è arrivata la sconfitta, comunque sia contro una della squadra più forti del globlo, e non è nemmeno un caso se il terzo dei quattro gol contro il Toro sia arrivato su corner contro una zona in cui Niang vede saltare in cielo Alex Sandro da tre metri, perché con un centrocampo così compatto, gli esterni hanno più libertà di spaziare, tagliare al centro e creare assist importanti. E infatti abbiamo assistito ad una gara importante anche di Douglas Costa, i cui elastici e serpentine hanno creato nausea e senso di sbandamento agli avversari.

Addirittura negli ultimi minuti della partita di sabato scorso, questa qualità arriva tutta insieme, in modo quasi eccessivo:

Pjanic-Bentancur-Bernardeschi-Douglas Costa-Dybala-Higuain.

Come fossimo spettatori di un teatro del bel gioco: popcorn e buona visione.

È chiaro che Madama non può essere sempre e solo quella, tant’è che erano fuori uomini determinanti nelle gare precedenti: Matuidi, Mandzukic e Cuadrado, e in questa la forza e la prontezza di Marchisio, il fisico e la visione degli inserimenti di Khedira, la e la velocità di Pjaca. 

L’inizio di stagione è stato abbastanza soft considerando la batosta di Barcellona, le trasferte "agevoli", un paio di  test “medi" in casa, ma tutto questo ha portato la bella novità di due Juventus che questa volta possono darsi il cambio grazie all'ampiezza della rossa e ad una qualità che può sopperire a una scarsa brillantezza di troppo, a far rifiatare e quindi concedere la possibilità di esaltarsi in condizioni di forma smaglianti: Pjanic a riposo con la Fiorentina, e Higuain contro il Toro, ne sono la conferma.

Ma ora c’è da imporsi in territorio europeo contro l’Olympiacos, e poi nella prima vera gara tosta del campionato in quel di Bergamo.

E per queste due gare, Madama si presenta al meglio, in termini di forza e qualità decisamente superiori.

Lo schiaffo del Camp Nou però, non lascia possibilità di un secondo errore ai bianconeri quest'anno. Anche soltanto un pareggio potrebbe compromettere la qualificazione, non tanto per mano dei greci, quanto più nei confronti dello scatenato Sporting Lisbona, novità assoluta negli scontri per Madama. Passa tutto dall'Olympiacos, ancora una volta. Quando il destino europeo della Juventus parla greco, però, di solito è di buon auspicio. Vi ricorda qualcosa Pogba al sessantaseiesimo?

Quella sera la Juve finì cantando sotto la pioggia battente e se ne tornò in corsa per la Champions(arrivando alla finale di Berlino) conquistando una vittoria in rimonta al termine di un match emozionante, altalenante e avvincente. 

L'avvio della Juventus anche questa volta dovrà essere prepotente, almeno nella decisione della gestione della partita imponendo con forza il proprio dominio delle operazioni in tutte le fasi del campo.