C'è chi si lamenta del caviale quando altri sono costretti a mangiare le briciole....
E’ comprensibile che, dopo cinque anni e rotti di dominio incontrastato (o quasi) da parte della Vecchia Signora, gli ambienti esterni a Vinovo, stufi di recitare ruoli da comprimari, tentino in qualunque modo di destabilizzare l’ambiente bianconero. E’ un po' meno comprensibile che alcuni/pochi/tanti (decidetelo voi) tifosi juventini, si lascino turlupinare da questi atteggiamenti. I conti, si fanno alla fine della stagione e, se non ci siamo persi qualcosa, siamo ancora in corsa su tutti i fronti. E’ vero, abbiamo perso un trofeo, ma, si sa, a Natale, siamo tutti più buoni e, qualche briciola, abbiamo deciso di lasciarla pure agli altri. Scherzi a parte, perdere non piace a nessuno, soprattutto quando accade contro un avversario, sulla carta, più debole. E’ successo, amen. Non eravamo imbattibili prima, non siamo delle pippe ora. Nella vita, tutti possono sbagliare: l’importante è cercare di capire gli errori commessi e di trarre utili indicazioni per non ripeterli più in futuro. Invece, da venerdì sera, ne abbiamo lette di tutti i colori. Dal “caso Dybala” (già venduto a mezzo mondo), al mal di pancia di Allegri (probabilmente colpa del virus influenzale che sta girando in questo periodo), agli avversari che sono tornati a mettere la testa fuori dalla sabbia, non vedendo più una Juve così superiore (a detta lor, anche se a guardare la classifica sembrerebbe il contrario, almeno ad oggi). I media e i social già parlano di crisi tra Allegri e la Società, propinandoci già i nomi più disparati per la guida tecnica bianconera della prossima stagione. A tal proposito, ad oggi, il più accreditato alla successione eventuale di Allegri, pare essere Oronzo Canà, cultore del bel calcio e fautore di schemi rivoluzionari ed innovativi di chiaro stampo europeo. Insomma, con Canà, vincere la Champions, sarà un gioco da ragazzi.
Allegri può piacere o non piacere, ma, indiscutibilmente, i numeri parlano per lui. Le critiche vanno bene, perché aspetti da migliorare ce ne sono, ma ora si sta proprio esagerando. Il paradosso, poi, sta nel leggere certi commenti sui social: gente che critica l’allenatore livornese perché la Juve non ha un gioco e poi proporrebbe Simeone (ovvero l’emblema del catenaccio all’ennesima potenza) come possibile allenatore per la prossima stagione. Un po' di coerenza, suvvia. Ricordiamoci poi, che si vince e si perde tutti insieme. Ognuno faccia la sua parte, a cominciare dalla Società, al tecnico, ai giocatori per finire ai tifosi. Sì, perché tra una decina di giorni, inizierà la parte più importante della stagione e occorreranno coesione e unità di intenti per proseguire la striscia vincente. Evitiamo di cadere in assurdi e stupidi tranelli che possono minare una stagione che potrebbe farci entrare nella leggenda (Italia) e riservare soddisfazioni in Europa. “Fino alla fine” deve essere inteso nel significato letterale dei termini; altrimenti si direbbe “Fino a quando si vince”. O no? Ci si lamenta del caviale, quando altri devono godere quando riescono ad accaparrarsi gli avanzi. Meditate gente, meditate. Dieci gocce di valium, alle volte, potrebbero aiutare. Per dormire meglio....
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