BUFFON: "All'estero sono una leggenda, in Italia sono da buttare"

BUFFON: "All'estero sono una leggenda, in Italia sono da buttare"TuttoJuve.com
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 12 agosto 2009, 08:50Primo piano
di Francesco Cherchi
fonte Ansa
Dal ritiro della Nazionale, il portierone bianconero dice con orgoglio: "C'è una carriera che parla per me"

"Quando vado all'estero mi chiamano leggenda, come di recente quando sono stato avvicinato dai giocatori dell'Aston Villa. E ciò mi riempie di orgoglio. Poi arrivo in Italia e c'é chi si domanda perché noi vecchietti siamo ancora in Nazionale. Nel nostro Paese, insomma, c'é poco rispetto".
Gigi Buffon sorride, ma la cosa mica la digerisce troppo: frequentando stadi, avversari e tifosi stranieri ha capito quanto ancora sia distante la nostra cultura calcistica da quella degli altri paesi. In compenso, però, Marcello Lippi sembra pensarla come il portiere della Nazionale e della Juve: giusto cambiare e ringiovanire questa Italia ma senza rinunciare all'esperienza e al carisma di certi campioni. "Il ct ha ragione, non c'é più tempo da perdere. La Confederations Cup ci ha creato qualche dubbio, non c'é bisogno di rivoluzioni ma di qualche innesto all'altezza - ammette Buffon - Le prossime gare quindi dovranno servire a trovare nuove certezze. Il rapporto tra noi vecchietti, anche se a 31 anni non mi sento così, e i giovani è molto buono, sono educati, rispettosi, speriamo ci regalino sorprese". Anche perché l'obiettivo è provare a difendere, bissandolo, il titolo mondiale: "Sarà dura ma ci proveremo, sono un sognatore e quindi ho fiducia.

L'essenziale sarà arrivare a quell'appuntamento tutti nella migliore condizione. Se sarà così potremo avere le stesse percentuali del 2006, due su un miliardo", sorride il portiere. Intanto per lui conta iniziare bene già con la Svizzera: "I ricordi delle gare giocate in estate non sono piacevoli ma domani vogliamo fare una buona partita e possibilmente vincerla per festeggiare al meglio il record di presenze azzurre, 127, di Cannavaro".
Quanto alle scelte di Lippi, che non riaprirà le porte a Totti e tanto meno a Cassano, commenta: "Tra il ct e Francesco c'é un rapporto di stima e amicizia, come del resto con Del Piero: non credo quindi che debbano esserci problemi o polemiche, ogni scelta è fatta per il bene dell'Italia".
Su Cassano, di cui è amico da tempo, Buffon dice: "Non so se ha rinunciato alla Nazionale e comunque, come già disse mesi fa Cannavaro, è fuor di logica pensare che il gruppo decida certe esclusioni, non rientra nei nostri diritti. Un gruppo è formato da persone che devono pensare solo a far bene il loro lavoro, gestione e equilibri spettano all'allenatore". Chiusura sulla Juve e sul duello con l'Inter: "Mi sono dato un ordine, non parlare dei nerazzurri che restano la squadra più forte. Noi pensiamo solo a noi stessi e a migliorarci, abbiamo giovani come Marchisio e voglia di provarci anche in Champions, anche se a livello europeo pure quest'anno i club italiani faticheranno un po'. La cessione di Zanetti? Mi ha sorpreso la velocità dell'affare". E infine: "Maradona ha definito catenacciaro il gioco della Juve? Meno male che è amico di Ferrara! Battute a parte, di solito certe cose dette da lontano vengono riportare in modo diverso dall'originale".