BARRIERE ALL'ENTRATA
Capacità di imporsi nella difesa più forte d'Italia e tra le più forti di sempre in Europa. Silente e sempre presente al posto giusto e al momento giusto. Elegante e pulito nei contrasti. Ci ha preso gusto Daniele Rugani, dopo il secondo gol consecutivo allo Stadium, terzo stagionale, nel ribadire che in questa Juventus ci sta benissimo, e sa fare la differenza anche in zona gol improvvisandosi attaccante aggiunto. Sicuro e ispiratore di sicurezza, Daniele sta ripagando la fiducia del tecnico toscano a suon di prestazioni di livello; il suo compito era quello di non far sentire la mancanza di Barzagli, fermato dall'infortunio, e il numero 24 ci sta riuscendo alla perfezione, dando solidità e stabilità al reparto difensivo. Non chiamatelo più "ragazzino", perchè Rugani sta dimostrando di essere ormai grande tra i grandi.
Troppo appesantito, poco leggiadro, poco reattivo. Sul Pipita, invece, a digiuno dal gol ne abbiamo lette fin troppe fino all'altro ieri ma Gonzalo Higuain ha saputo far tacere i suoi detrattori icon quello che gli riesce più semplicemente: il gol, che ce l'ha nel sangue e nella maggior parte dei casi gli basta un pallone buono per colpire. Un attaccante che se sente fiducia, raramente sbaglia, figurarsi se al proprio fianco ti puoi permettere un Mandzukic a livelli super, e un Dybala rientrato dal lungo stop che garantisce imprevedibilità e qualità aggiuntiva. La Juventus ha bisogno di averli nella massima condizione tra febbraio e marzo in vita della Champions e soprattutto data la complessità delle possibili avversarie.
Eppure, è altrettanto importante arrivare al derby della Mole con questi tre attaccanti nella massima condizione psico-fisica, cercando di approfittare di una difesa granata ultimamente un pò troppo "ballerina", e approfittarne sarebbe cosa buona e giusta. In poche parole: con loro tre e il recupero di Pjaca, Allegri avrà tante armi per portare a casa il derby e per giocarsi gli ottavi contro chiunque venga sorteggiato lunedì.
Fondamentale, tuttavia, sarà avere una difesa compatta e un attacco rinvigorito in vista del match contro il Torino, perchè più che per la valenza e l'importanza di un derby di per sè, sarà importante dare conferme e sopratutto cambiare il "trend" delle partite bianconere dopo un match di Champions. Tutti ricordiamo le sconfitte di San Siro all'indomani delle partite in Europa, mentre l'ultima vittoria in Champions League contro il Siviglia si è fatta sentire ancor più pesantemente in campionato proprio per come è arrivata. Le cause della sconfitte dei postumi europei, insomma, sono precise. E in fondo anche comprensibili se si pensa al grande dispendio energetico psico-fisico. Meno comprensibile, invece, è stato l’andamento generale dei bianconeri: poco brillanti nel gioco e meno vogliosi degli avversari nell'arrivare sotto porta. Se la sbandata di Marassi è senza dubbio episodica, non lo è la prestazione sottotono fuori casa e il risultato arrivato dopo una partita di Champions.
Eppure i motivi per essere più ottimisti in vista della stracittadina sono molteplici: prima di tutto le motivazioni di un derby sanno arrivare da sole, il rientro di Dybala garantisce grande imprevedibilità nella manovra offensiva, e la conferma che occorre cambiare "rotta" soprattutto a livello mentale in quanto non si possono ripetere sconfitte puntualmente dopo un match europeo, e una maggior concentrazione arriverà da sola.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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