ANALISI LUSITANA
E finalmente venne il giorno.
Il giorno in cui si pescarono le palline dall'urna, e a tener banco ai pensieri bianconeri europei sarà Porto-Juve. Un sorteggio, inutile nascondersi o far finta, buono se non ottimo. Almeno sulla carta: l'urna è stata particolarmente favorevole questa volta, non perché il Porto sia una squadra scarsa o mediocre, ci mancherebbe, ma perché tra i vari spauracchi che si poteva pescare, c'erano nuovamente nomi di avversari capaci di rendere gli ottavi di finale un'altra semifinale o anche più, anticipata. Madama ha pescato una squadra sicuramente non più pericolosa della storia recente lusitana, ma pur sempre nobile e capace di dare filo da torcere a tutti in Europa: la stessa Roma ne sa qualcosa, anche se l'eliminazione ai preliminari brucia ancora parrebbe per mancanze proprie, o per lo meno così si è percepito. Ottavo migliore per i bianconeri non poteva esserci, sicuramente sulla carta, la scelta migliore infatti era tra Porto e Leverkusen, ma sappiamo bene come sarà il campo ad essere il giudice supremo. Sempre e comunque.
Non aspettiamoci una gara semplice, anzi.
Non è un caso se proprio l'organizzazione difensiva rimanga il punto di forza del Porto, come testimoniato dalle sole 7 reti subite tra campionato e Champions in 19 partite, 8 su 21 contando anche i preliminari di Champions.
Il Porto sa cambiare pelle, passando da un sistema all’altro, anche nel corso della stessa partita. Pur variando la disposizione base, i principi di gioco rimangono però gli stessi.La squadra lusitana ama pressare alto, per disturbare la fase di costruzione delle squadre che, come Barcellona e Bayern, amano invece la costruzione ragionata, a partire dalla difesa. Qualora gli avversari riescano a superare questa prima ondata di pressione alta, il Porto, un pò come l'Atlético e il Siviglia, ripiega nella propria metà campo, rimanendo corto e compatto e difendendo la zona centrale del campo. Il tipo di pressing e di copertura difensiva attuata dagli uomini di Nuno Espirito Santo è quello che, pur all’interno di un sistema difensivo a zona, presta molta attenzione all’avversario e alla sua posizione. Infatti, per applicare correttamente la pressione difensiva e per chiudere le possibili opzioni di passaggio al portatore di palla, i portoghesi non esitano a “rompere” la propria organizzazione difensiva in funzione della posizione degli avversari vicini alla palla. Queste caratteristiche permettono di isolare il portatore di palla, forzandolo ad un errore o costringendolo a cambiare lato, impedendo in entrambi i casi lo sviluppo in profondità dell’azione avversaria. Sia che si tratti di aggredire alto, sia che si tratti di coprire o pressare in una zona più bassa di campo, questa predisposizione al sacrificio sono particolarmente utili contro una squadra come il Bayern che ha nel possesso palla nella metà campo avversaria..Non è un caso se nell'edizione appenantrascorsa degli Europei, lo stesso tatticismo apportato dal Portogallo di CR7, abbia avuto maggiori frutti. Tutti e tre i reparti sono abili nello scivolare dalle posizioni centrali a quelle esterne per bloccare, come detto, la ricerca della profondità.
Un'altra loro possibile arma tattica, potrebbe essere rappresentata proprio dall’abilità e la velocità negli scivolamenti laterali, elemento essenziale per limitare le soluzioni offensive a disposizione degli avversari. Per questo motivo, per coprire cioè meglio il campo in tutta la sua larghezza, non sarà improbabile vedere mister Allegri virare verso il 4-4-2, sfruttando magari la versatilità di un Alex Sandro, principale protagonista nella sfida contro la sua ex squadra, da poter impiegare in fascia laterale.Il non fa della costruzione ragionata dal basso una priorità, preferendo attaccare a partire dalla metà campo avversaria, magari facendo partire l’azione con una palla lunga che possa sfruttare uno spazio favorevole per allungare la palla nella trequarti avversaria. In fase di attacco organizzato, il Porto non utilizza molti giocatori, ma riesce comunque a essere pericoloso grazie anche agli inserimenti da dietro dei centrocampisti e della qualità di Andrè Gomes. Per affrontare una squadra che ha uno dei suoi cardini di gioco nella ricerca dell’uomo libero e nel cambio di campo sul lato debole, Max Allegri dovrà stare attento non soltanto alla copertura della profondità, ma anche a quella dell’ampiezza.
Insomma, non esistono partite semplici in Europa: ognuna ha una storia a sè, facile da intuire ma altrettanto difficile da interpretare.
La storia ci insegna che non sarà affatto una passeggiata, soprattutto in quel di Oporto dove l'atmosfera arde di tifo e passione.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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