AGNELLI: "Annunciate perdite da 2 miliardi per queste due stagioni, ma per noi i danni saranno più seri. Riforma Champions? Stabilità e merito sportivo"

27.01.2021 10:10 di Giuseppe Giannone   Vedi letture
AGNELLI: "Annunciate perdite da 2 miliardi per queste due stagioni, ma per noi i danni saranno più seri. Riforma Champions? Stabilità e merito sportivo"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Andrea Agnelli, presidente della Juventus e dell'ECA, parla, nel corso di una diretta streaming su "News Tank Football", del momento, complicato, del calcio europeo, alle prese con una grave crisi economica, generata dalla pandemia da Covid: "La privatizzazione delle competizioni, gestite direttamente o indirettamente dai club, come nel rugby, è un’opportunità per raccogliere più fondi e ricavi per i club. Nonostante lo scenario, l’interesse mostrato da financial firm e private equity è qualcosa di positivo, oltre ad evidenziare la necessità di liquidità dell’intero settore calcio per le conseguenze legate alla pandemia. Non investirebbero se non ci fosse un’opportunità nell’industria calcio. Non siamo in una posizione di aver un quadro completo sulle conseguenze, capiremo l’impatto solo alla fine di questa stagione. Ho visto lo studio Deloitte in cui si parla di stime pari a 2 miliardi, ma penso sia molto peggio di così, anche perché ormai ritengo che la stagione 2020/21 sarà interamente senza tifosi, credo sia estremamente difficile riaprire gli stadi. Secondo le stime dell’Eca, i danni saranno tra 6,5 e 8 miliardi, con 360 club che avranno bisogno di aumenti di capitali per complessivi 6 miliardi. E il colpo è stato pesante anche sul calciomercato, con spese scese di 2,6 miliardi da 6,5 a 3,9 miliardi. Il tutto senza considerare l’impatto anche sulle serie minori, sui posti di lavoro e su tutto il settore. Questo momento non riguarda solo l’industria del calcio, ma è tutta la società in generale che sta vivendo questa situazione".

"La riforma della Champions? Quello che va fatto è qualcosa di diverso. Valutiamo sempre il futuro partendo dal format e dal valore delle competizioni. Va valutata ora la governance del sistema, il giusto management per creare un equilibrio migliore tra gli attuali stakeholder. Come approccio a livello sportivo, l’Eca guarda più alla qualità rispetto alla quantità. Giusto per fare un esempio, nei top 5 campionati d’Europa vengono disputate 1826 partite l’anno contro le sole 125 partite in Champions League. Dobbiamo identificare gli obiettivi sul tavolo. Nel passato avevamo indicato alcuni obiettivi come una maggiore competitività oltre i top 5 campionati, ampliare la rappresentazione a livello europeo ma allo stesso tempo offrire stabilità nella partecipazione. Alcune di queste indicazioni sono ancora valide, come aumentare la stabilità e mantenere l’accesso alle coppe dai campionati nazionali. Le competizioni devono essere aperte a tutte, dobbiamo mantenere il sogno vivo per tutti, deve essere tutto basato sui meriti sportivi ma dobbiamo valutare l’interesse dei tifosi: la loro visione è che più match europei sarebbero benvenuti”.