A MENTE FREDDA - Resurrezione totale, ma guai a dimenticare

14.11.2022 11:00 di Quintiliano Giampietro   vedi letture
A MENTE FREDDA - Resurrezione totale, ma guai a dimenticare
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La sosta Mondiale arriva nel momento giusto per recuperare alcuni pezzi, ma allo stesso tempo è un vero peccato interrompere questa strepitosa striscia positiva, sinonimo di rinascita. La sesta sinfonia consecutiva senza incassare gol è semplicemente il risultato di una crescita sotto ogni profilo: tattico, fisico e mentale. Allegri ormai ha capito che il 3-5-2 è il vestito tattico migliore per Madama. Almeno in questa fase, considerando le caratteristiche di alcuni interpreti e in attesa di recuperare alcuni pezzi importanti della rosa. Con tutti i giocatori in forma, la titolarità del trio difensivo è dei brasiliani con Danilo, Bremer e Alex Sandro, quest'ultimo out per squalifica contro la Lazio. Bonucci è consapevole di doversi rassegnare al ruolo di prima alternativa.

Ma un contributo decisivo a rendere praticamente impenetrabile il reparto arretarto (migliore del campionato con 7 gol incassati) è stato il centrocampo. Nello scacchiere allegriano Rabiot ormai è insostituibile, un tuttofare di livello tra interdizione, proposizione e realizzazione. Cosa chiedere di più? Locatelli era stato bollato come giocatore di categoria B rispetto ai top. Sulla carta forse è vero, ma l'ex Sassuolo sta facendo un lavoro straordinario, nel ruolo di regista con facoltà/obbligo di spezzare l'azione avversaria. Spesso alternandosi proprio con il francese. La novità si chiama Fagioli. Fino a qualche settimana fa relegato stabilmente in panchina, salvo decollare dopo aver deciso la sfida di Lecce con un gol alla Del Piero. Una crescita continua (suo il 2-0 all'Inter) e un tocco importante di qualità, geometrie con raggio d'azione tra la mediana e la trequarti. Senza dimenticare Miretti, Paredes, McKennie e ovviamente un Pogba mai visto in campo finora. 

Sugli esterni, a destra Cuadrado stenta a tornare quello dei migliori tempi, ma dalla parte opposta c'è un Kostic in grande forma. Il serbo finalmente viene impiegato nel ruolo in cui giocava nell'Eintracht e si vede. Per quanto riguarda l'attacco, fermo restando Chiesa e Di Maria,  Vlahovic alle prese con la pubalgia, Milik è il giocatore che spesso si doppia tra centravanti e trequartista, ma soprattutto è decollato Kean. Tre reti in quattro giorni per l'ex Everton e una forma top dopo aver perso sei chili. In realtà da qualche gara, tutta la squadra mostra una condizione fisica migliore: corre di più, dura per quasi tutti i 90 minuti e di conseguenza la palla gira velocemente. Tutti questi fattori sono inevitabilmente legati alla condizione mentale. Qualcosa di positivo è accaduto dopo la disfatta di Haifa e si vede. Non bisogna però dimenticare la macchia legata all'uscita prematura dalla Champions e le prestazioni inguardabili d'inizio stagione. A gennaio comincia un altro campionato. Con le incognite legate ai giocatori impegnati in Qatar. La Juve è terza da sola, la vetta dista sempre dieci punti e il Napoli sembra inarrivabile. Ma la storia insegna.