A MENTE FREDDA - Re Cristiano nella terra di Messi. Cuadrado e McKennie gioielli. A Barcellona è nata la Juve di Pirlo?

A MENTE FREDDA - Re Cristiano nella terra di Messi. Cuadrado e McKennie gioielli. A Barcellona è nata la Juve di Pirlo? TuttoJuve.com
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mercoledì 9 dicembre 2020, 13:00Primo piano
di Quintiliano Giampietro

Per entrare nella storia serve il palcoscenico giusto. La Juventus espugna uno dei templi del calcio. Nessuna squadra italiana aveva mai segnato tre reti nella casa dei blaugrana, peraltro senza subirne. Al Camp Nou Madama ha compiuto l'impresa. Sulla quale non poteva mancare la firma del suo fuoriclasse. Ronaldo ha messo a segno una doppietta di rigore, ma l'istantanea più significata forse è l'azione che avviene all'80mo quando il portoghese, in area bianconera, ha recupera una palla su Messi. Il rivale di sempre, battuto. Anzi, umiliato nel suo regno. Eloquenti le parole di Cristiano nel post gara. "Qui abbiamo comandato". Per Cr7 primi gol bianconeri contro la Pulce, sale a quota 752 in carriera, 105 su 101 gare in Champions League. Una media pazzesca, nel suo habitat naturale, la Coppa conquistata per ben 5 volte. Finora con Manchester United e Real Madrid, l'obiettivo è di alzarla con una terza maglia, quella della Juventus.  

Dalla Catalogna sono arrivate, tra le altre, due conferme importanti per il processo di crescita della creatura pirliana. La prima si chiama Cuadrado, ormai autentico Ministro della fascia destra bianconera. Il colombiano è stato schierato sulla linea dei centrocampisti, svolgendo il solito e prezioso lavoro nelle due fasi. Ciliegina sulla torta l'assist per la splendida rete di McKennie, come nel derby, quando ha messo la palla prima sulla testa dello statunitense, poi su quella di Bonucci. Juan è un mix di duttilita' e intensità, unite alla tecnica. Non credo di esagerare se lo ritengo attualmente uno dei migliori esterni destri d'Europa. Lo certificano le prestazioni di assoluto livello.

L'altra conferma importante è un giovane. Il nome è quello di McKennie. Secondo gol consecutivo e in assoluto in maglia juventina: la doppia firma sul derby e al Camp Nou non sono un dettaglio per chi fino a qualche settimana fa veniva etichettato come un oggetto misterioso. Il suo apporto a centrocampo è diventato fondamentale, Weston è uno dei più bravi ad aggredire l'avversario per riconquistare palla e allo stesso tempo abile negli inserimenti, le due reti in tre giorni ne sono la certificazione. Il 22enne americano è sostanza e qualità al servizio di Madama, per questo sta scalando le gerarchie di Pirlo.

Singoli a parte, l'impresa in terra catalana può essere una doppia svolta. In primis tattica. La squadra si è mossa con la consueta doppia faccia: 4-4-2 in fase di non possesso, 3-4-1-2 in costruzione, con Ramsey pronto ad accentrarsi sulla trequarti a supporto delle punte. Numeri a parte, la prima novità sostanziale sta nell'interpretazione del modulo. Il gallese, per esempio, ha agito più da mezzala rispetto ad altre occasioni, permettendo la superiorità a centrocampo, come aveva chiesto Pirlo. L'altra novità, forse la più importante, riguarda i due esterni. Contro il Barcellona sono stati schierati Cuadrado e Alex Sandro, entrambi con attitudini difensive, quindi in grado di assicurare equilibrio. Eccola la parola chiave, equilibrio, spesso latitante nelle gare precedenti. Tattica a parte, il blitz in casa di Messi può rappresentare una svolta anche sotto l'aspetto della personalità. Espugnare il Camp Nou da padroni è vitamina preziosa per accrescere autostima e consapevolezza. Applausi al Maestro. In attesa di conferme.