A MENTE FREDDA - Pirlo vendetta su Conte con vista scudetto. Cuadrado e McKennie imprescindibili. Guai a dare per finito Ronaldo!
Quando viene ufficializzata la formazione, la sopresa è enorme. Fuori Arthur, Chiesa e Danilo, dentro Rabiot, Bernardeschi e Demiral, tanto per citare alcuni nomi. Evidente il pensiero anche alla sfida di sabato contro la Roma. Sui social scattano le critiche preventive a Pirlo. Alla fine ha ragione lui. Contrariamente a quanto avvenuto in campionato, il centrocampo prevale su quello avversario e, fermo restando la doppietta di Ronaldo, si rivela decisivo per depotenziare l'Inter. In un solo colpo il tecnico bianconero vendica il ko del 17 gennaio, ipoteca la finale di Coppa Italia e lancia un altro segnale importante in chiave scudetto. Sì, perché battere Conte a domicilio significa minare le certezze di chi da molti viene considerato favorito per la corsa al titolo. Soprattutto conferma la crescita di una squadra al quinto successo consecutivo, non un caso. Un filotto al quale hanno partecipato diversi attori, segno di una gestione lucida delle risorse da parte dell'allenatore. Diverse cose devono migliorare, ma la strada intrapresa pare quella giusta.
Dicevamo del centrocampo. L'aggressione alta con gli instancabili Cuadrado e McKennie ormai è un segno distintivo della nuova Juve, pronta a soffocare sul nascere qualsiasi iniziativa avversaria. Il colombiano è il vero valore aggiunto di Pirlo, abile a saltare l'uomo, creare superiorità numerica, spesso presente nelle reti bianconere e sulla linea arretrata in fase di non possesso. Stesso discorso per il texano, uomo ovunque, capace di fare un pressing asfissiante e allo stesso tempo ritrovarsi in area avversaria. A completare l'opera le buone prestazioni di Bentancur e Rabiot, salvo qualche sbavatura. Entrambi indecisi sul vantaggio di Lautaro, con il passare del tempo si riscattano Demiral e De Ligt. Il turco blocca Sanchez e salva un gol, l'olandese guida la difesa da leader navigato, permettendo alla squadra di restare alta. Insomma, prove tecniche di coppia centrale futura.
La chiusura è dedicata a Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese era a digiuno da tre gare. Prestazioni al di sotto dei suoi standard che hanno alimentato le ricorrenti critiche da parte di chi lo da per vecchio e finito. In più, gli immancabili attacchi per la fuga a Courmayeur con la sua Georgina, malgrado i divieti legati al Covid. Cr7 risponde a modo suo: prima la freddezza con cui realizza il calcio di rigore, poi la furbizia e l'opportunismo nel raddoppio. Lo sguardo di dissenso quando Pirlo lo chiama per essere sostituito è l'emblema di un giocatore che non vuole fermarsi mai. I numeri parlano chiaro: 22 gol e 3 assist stagionali in 23 presenze, 8 le doppiette, come le gare in cui è stato decisivo. Niente male per chi tra due giorni spegnera' 36 candeline.
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