A MENTE FREDDA - Derby medicina per la svolta. Ma bisogna risolvere diversi problemi. Dybala e Kulusevski su tutti

A MENTE FREDDA - Derby medicina per la svolta. Ma bisogna risolvere diversi problemi. Dybala e Kulusevski su tutti TuttoJuve.com
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domenica 6 dicembre 2020, 13:30Primo piano
di Quintiliano Giampietro

Fame, cattiveria, cuore. Sono i sostantivi presenti da sempre nel DNA della Juventus. Gli stessi che hanno permesso di superare il Torino in rimonta, dopo oltre un'ora ai limiti dell'inguardabile da parte dei bianconeri. Cinque anni fa toccò a capitan Buffon scuotere il gruppo al termine del ko in casa del Sassuolo e la svolta avvenne proprio nel derby successivo grazie ad un gol nel finale di Cuadrado. Questa volta il colombiano ha contribuito con il doppio assist. La riscossa è arrivata da Bonucci (guarda caso anche anche lui con la fascia da capitano), grazie ad un colpo di testa ad un minuto dal novantesimo, ma prima ancora al discorso fatto nello spogliatoio durante la pausa. "Quello che dobbiamo mettere in campo è il cuore", l'input del difensore, ribadito anche davanti ai microfoni nel post derby. Missione compiuta.

Resta però la foto del primo tempo e di parte della ripresa, senza dubbio la più brutta della stagione. Intanto la lentezza della manovra, mista a confusione. Pare evidente la mancanza di un elemento in grado di costruire il gioco e distribuire i palloni. Insomma, serve un regista. Bentancur e Rabiot sono mezzali, come del resto Arthur, ieri rimasto in panchina. Rispetto ai primi due, il brasiliano però ha maggiore tecnica e sta studiando per diventare fulcro della manovra, seguendo le lezioni di Pirlo, fuoriclasse assoluto in quel ruolo. La fase di non possesso è un altro punto debole di Madama. Lo stesso centrocampo spesso non fa filtro, mettendo in difficoltà la difesa e risultando di fatto l'anello più debole della catena bianconera. Come è noto, le vittorie si costruiscono partendo da quel reparto. Le riflessioni poi vanno fatte sui singoli, due in particolare: Dybala e Kulusevski.

L'argentino ha perso un'altra occasione per uscire dal momento buio che lo ha fatto finire nel mirino della critica e dei suoi immancabili detrattori. Il numero 10 bianconero avrebbe dovuto agire da punta al fianco di Ronaldo, ma ancora una volta ha steccato. Intanto ha agito troppo lontano dalla porta, in una posizione di allegriana memoria. Per lui un solo tiro degno di nota, oltre ad un assist per Chiesa. Con Cristiano il dialogo latita e questo conferma quanto Morata sia più funzionale di Paulo per assecondare i movimenti del fuoriclasse portoghese. Siamo quindi nell'ambito puramente tattico. Che però può sconfinare in quello psicologico proprio in seguito alla titolarita' persa dalla Joya da quando è tornato lo spagnolo. Qui però subentra la personalità che lo stesso giocatore deve assolutamente far emergere se vuole riprendersi la Juve. Altrimenti è lecito fare discorsi diversi che possano contemplare anche l'addio.

Nella casella degli involuti appare anche il nome di Kulusevski, contro il Toro titolare dopo tre panchine consecutive tra campionato e Champions. Ancora pollice verso sulla prestazione dello svedese. L'inizio in quarta con tanto di gol all'esordio contro la Sampdoria sembra già un ricordo lontano. Anche in questo caso è indispensabile aprire un doppio file. In primis tattico. Come esterno di centrocampo il ventenne svedese viene depotenziato rispetto ad una posizione più avanzata e nelle ultime uscite ha deluso anche quando si è decentrato per occupare la posizione di trequartista a sostegno delle punte. Spesso l'ex Parma si è trovato sulla stessa zolla di Dybala, ma la colpa in questo caso è dell'argentino per il discorso di cui sopra. Kulusevski ha solo 20 anni, quindi potrebbe sentire il peso della maglia. Così siamo entrati nel file mentale. Serve una scossa per dimostrare che la Juventus ha fatto bene ad investire su di lui.