A MENTE FREDDA - Così addio Champions. Pirlo parole di resa? Uefa e metà Lega chiedono sanzioni per la Superleague. E la Federcalcio...
Nella conferenza stampa della vigilia Pirlo si era detto sicuro di conquistare uno dei primi quattro posti e non aveva timori di ripercussioni rispetto al terremoto Superlega. Partiamo dal campo. La squadra risponde assente con una prestazione inguardabile nel primo tempo, nella ripresa minimo sindacale per scongiurare la sconfitta. Dopo i 90 minuti del Franchi è oggettivamente difficile pensare ad una Juve in Champions, traguardo indispensabile per la conferma dell'allenatore, stando alle dichiarazioni di Paratici prima della gara. Forse di circostanza. “Rispetto alle prospettive iniziali non sono contento e non lo è nemmeno la società”, dice con onestà il tecnico nel post. Parole dal sapore di resa. Su molti siti si parla di addio immediato e molti tifosi rispolverano il #Pirloout. L'ex centrocampista non è riuscito a trasferire la sua idea di calcio (quale?) e soprattutto non ha stabilito empatia con il gruppo. Fermo restando le prestazioni e la sopravvalutazione di alcuni singoli, impressiona la latitanza dello storico dna bianconero, grazie al quale si vinceva anche giocando male. Restano cinque gare per centrare l'obiettivo, ma la corsa resta complicata.
Ancora una volta assenti ingiustificati Dybala e Ronaldo, peggiori in campo. L'argentino viene sostituito e fortunatamente proprio il subentrante Morata segna il gol del pari. Il fuoriclasse portoghese meriterebbe lo stesso trattamento della Joya, ma toglierlo non è mai semplice. Cristiano ormai sembra un corpo estraneo, il suo atteggiamento è ai limiti dell'irritante, in queste condizioni rischia di diventare nocivo. Probabilmente il cinque volte Pallone d'Oro sente di aver chiuso il suo ciclo juventino ed è concentrato più sul suo futuro rispetto ad un presente ancora da definire.
Fuori dal terreno di gioco le cose non vanno certo meglio, anzi. Lo tsunami Superlega potrebbe provocare effetti devastanti. La Juve ancora non ha ufficializzato la sua uscita dal progetto e i legali della Uefa lavorano per capire quale possa essere la punizione da infliggere ai bianconeri, al Real Madrid e al Barcellona. I tre club sono stati definiti “Terrapiattisti” da Ceferin, presidente del Governo calcistico europeo e nemico dichiarato di Agnelli. Tra le ipotesi resta in vita l'esclusione dalle coppe della prossima stagione. Ma gli attacchi arrivano anche sul fronte interno. Benevento, Bologna, Cagliari, Crotone, Genoa, Parma, Roma, Sassuolo, Spezia e Torino hanno chiesto al presidente della Lega di Serie A Dal Pino di convocare un'assemblea straordinaria per decidere sulle tre che avevano aderito alla Superleague, accusati di aver creato gravi danni a tutto il sistema calcio italiano. L'argomento verrà discusso anche dal Consiglio federale di domani. Il presidente Gravina non sembra intenzionato ad adottare la linea dura, ma sarebbe allo studio una norma anti-Superlega che prevede l'esclusione dai campionati nazionali per i club che in futuro decideranno di aderire a competizioni non riconosciute da Uefa e Fifa.
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