Spalletti 250 milioni di " pressioni". Adesso la parola passa ai fatti.

Spalletti 250 milioni di " pressioni". Adesso la parola passa ai fatti.TuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Firme Bianconere
di Alessandro Santarelli

Quando un allenatore dice che sente addosso 250 milioni di responsabilità, ha fatto una scelta precisa: ha alzato l'asticella da solo. Spalletti l'ha fatto in una lunga intervista a Tuttosport, e il peso di quella frase non si può far finta di non vederlo. È una dichiarazione d'onestà, ma è anche una cambiale firmata davanti a tutti i tifosi.Perché il quadro che ne esce è affascinante, suggestivo ma anche pericoloso al tempo stesso. Per Spalletti alla Juve si allena una mentalità, mentre altrove ha allenato una tifoseria, una città, una tradizione, un popolo. Aggiunge che la sfida è con il proprio livello e non con gli altri. Bellissimo, e giusto. Ma la classifica non si accontenta delle belle frasi, e tra non molto la sosta del 15 novembre farà da giudice e sicuramente ci offrirà una chiave di lettura più delineata sia in campionato che in Europa League.

Un tecnico che parla di mentalità e di crescita deve poi guardare in faccia la rosa. E la rosa, oggi, ha un problema evidente nel reparto offensivo.  Non è una colpa che si può scaricare tutta su Spalletti, ma è un problema che lui deve risolvere con quello che ha. Su Vlahovic, per dire, il tecnico ha detto che deve ancora trovare tranquillità. Una diagnosi sincera, ma anche una confessione: se la tranquillità manca, tocca all'allenatore costruirla.Serve anche altro: continuità, un'identità di gioco riconoscibile, una squadra che non dipenda dalle invenzioni del singolo. Spalletti è l'uomo dei principi, delle ripetizioni, del lavoro. Ora quel lavoro deve vedersi in campo, partita dopo partita, sperando di riuscire piano piano a recuperare qualcuno dall'infermeria. 

Sarebbe ingiusto non riconoscerlo. Spalletti ha detto di sentirsi qui felice e libero, e di non aver avuto titubanze quando accettò la Juve da traghettatore. E ha un fuoriclasse da cui ripartire: su Yildiz il paragone  con Kvaratskhelia è impegnativo ma stimolante al tempo stesso proprio  per la capacità di inventare l'inatteso fuori dagli schemi. Un allenatore che costruisce sistemi e che ama chi li rompe è la combinazione che a Torino serve da anni. A patto che la libertà di Yildiz diventi un'arma della squadra e non un'eccezione.

Spalletti ha scelto di parlare chiaro, e va ringraziato. Ma ogni parola detta oggi diventa un metro di giudizio domani. Alla Juve ha messo sul tavolo idee, energia e coscienza del compito. Ora gli resta da trasformarle in una squadra che cresca davvero, che superi i suoi limiti di reparto e che arrivi alla sosta con qualcosa in più di una promessa.

Il tempo c'è, ma non è infinito. E da oggi, 250 milioni di responsabilità non sono più una frase: sono un conto alla rovescia.