LEONI PER...AGNELLI – Il rammarico per una stagione buttata via. L'origine di tutti gli errori è l'aver creduto che la gavetta non contasse. Se dovesse essere Europa League, bisognerà vincerla...

13.05.2021 10:14 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
LEONI PER...AGNELLI – Il rammarico per una stagione buttata via. L'origine di tutti gli errori è l'aver creduto che la gavetta non contasse. Se dovesse essere Europa League, bisognerà vincerla...

Nella notte in cui Ronaldo segna il gol numero 100 dopo tre anni di Juventus e Dybala gli fa compagnia risultando il primo giocatore non europeo a fare cento col in Serie A e Buffon firma l'ennesimo record, quello di essere il portiere più anziano a parare un calcio di rigore nel massimo campionato nazionale, la rabbia e la delusione prendono il sopravvento.

Sia chiaro, sarebbe sbagliato lasciarsi incantare dai bagliori di una notte, e dimenticare le tenebre di tre giorni fa, ma la domanda è una: come è possibile che una squadra con tali individualità e qualità, che viene da nove scudetti di fila, al netto di un centrocampo sicuramente tra i più deboli di questo decennio rischi di rimanere fuori dalla zona Champions?

Sarebbe fin troppo facile, anche se in larga parte corretto, dare la colpa ad Andrea Pirlo. Provate voi a fare un intervento chirurgico appena usciti dall'Università di Medicina, o costruire un sistema di sicurezza aziendale in un'industria chimica appena laureati in ingegneria, o magari a difendere un serial killer appena diventati dottori in giurisprudenza. Nove volte su dieci finirete col fare una figuraccia. Perché la gavetta conta, in tutte le professioni, anche per i talenti innati. Perché è sempre l'esperienza a fare la differenza. Perché fino a quando non ti scotti, puoi solo immaginare che il fuoco bruci e faccia male. Quindi grande parte della responsabilità è sicuramente di chi ha scelto di far guidare la Juventus dei 9 scudetti di fila a chi era stato scelto per guidare una squadra di Serie C.

Ma io adesso vi rovescio la domanda: voi avreste fatto un intervento chirurgico appena laureati in Medicina? Scommetto di no. Perché è talmente alta la possibilità di fallire che non puoi accettare da subito una sfida così grande. Sarebbe una cosa avventata, rischiosa, egoistica perché non penseresti al danno che potresti fare confidando troppo in tue ipotetiche doti innate. Una cosa innaturale. Quindi no, scommetto non avreste accettato. E allora la colpa è di chi ha scelto Pirlo, ma anche del tecnico che ha accettato dicendo, peraltro “sono al posto giusto nel momento giusto”. Tutt'altro.

Mi dispiace avere questa durezza, soprattutto perché all'inizio della stagione ho provato a difendere l'abilità intuitiva del presidente Agnelli e le capacità di lettura del calcio di Pirlo. Ma la gavetta è fondamentale. Dalle grandi alle piccole cose. E se sbagli quasi sempre la formazione iniziale, è chiaro che, senza aver fatto gavetta, avrai difficoltà anche a leggere le partite in corso, capire i momenti e gli uomini per le sostituzioni, trovare gli accorgimenti giusti. Un salto nel buio finito male.

Contro il Sassuolo la squadra non ha comunque brillato, ha palesato i soliti problemi di assenza di qualità nella rosa, soprattutto a centrocampo, ma ha dimostrato di avere comunque le qualità per vincere determinate partite, quelle che sono costati puti decisivi perché si è sperimentato gli esterni a piedi invertiti, perché s'è cambiata sempre la formazione, non si è mai costruito uno zoccolo duro e portante. Perché, in sostanza, non si è costruita un'anima. Poi, per carità, come ha detto Buffon ci sta che dopo 9 anni, per una volta le cose vanno male, ma la sensazione è che gli errori di programmazione, a tutti i livelli, siano stati talmente grandi da rendere colpevolmente traumatico questo anno di “sosta”. Si poteva evitare una debacle così, e si deve lavorare da subito per porvi rimedio. E se sarà Europa League, che si lavori per gettare le basi di vincerla almeno.

Un'ultima riflessione per Buffon. Resto dell'opinione che la sua storia d'amore con la Juventus dovesse finire dopo quel giro di campo commuovente. Ma questo non cancellerà mai tutto quello che ha dato alla Juventus. Caro Gigi, è stato un onore vederti diventare uomo in questo club.

Una sola parola, dal profondo del cuore: grazie.

Vincenzo Marangio – Radio Bianconera

Twitter - @enzomarangio