Superlega, De Laurentiis come Auricchio in Fracchia la Belva Umana. L'asse ADL-Marotta per appoggiare Malagò, l'ombra di Gravina e la (mala)giusitizia sportiva: attenta Juve....
Ogni volta che Aurelio De Laurentiis fa un’uscita per proporre una riforma del sistema calcio, mi viene in mente il film “Fracchia la Belva Umana” (spero che De Laurentiis, grande uomo di cinema, apprezzi il riferimento) ed in particolare la scena in cui il mitico Lino Banfi, nei panni del commissario Auricchio, si appropria dell’idea del sottoposto De Simone di emettere un lasciapassare per distinguere Fracchia dalla Belva Umana.
Prima la bolla come sciocchezza, poi la fa sua, la fa passare per colpo di genio e tutti intorno lo applaudono. In questo caso Auricchio-De Laurentiis si appropria dell’idea Superlega di De Simone-Andrea Agnelli e, dopo averla denigrata ai tempi, la ripropone con una nuova veste, passando per grande stratega calcistico.
“Il calcio ha bisogno di essere rigenerato – ha dichiarato l’altro giorno a The Athletic, l’inserto del New York Times – Bisognerebbe mettere insieme le migliori squadre di Italia (5) , Francia (3), Spagna (4), Inghilterra (5) e Germania (4) per fare una competizione davvero grandiosa”.
Ma come: e la meritocrazia? E il calcio del popolo? Siamo comunque certi che Ceferin non chiederà alla FIGC la testa di De Laurentiis e una penalizzazione del Napoli per questa proposta. Così come siamo certi che la Procura Federale non stia minimamente seguendo le evoluzioni del procedimento per falso in bilancio in atto ai danni dello stesso De Laurentiis per le plusvalenze Osimhen e Manolas.
L’altro giorno si è svolta la prima udienza del processo al Tribunale di Roma, in cui la difesa ha chiesto l’istruzione di una nuova udienza preliminare che potrebbe far ricominciare tutto da capo. Nella prossima udienza saranno ascoltati anche Osimhen e Giuntoli come testimoni, insieme agli altri calciatori coinvolti negli scambi (ricordiamo che gli sconosciuti Manzi, Liguori e Palmieri furono valutati una quindicina di milioni e non andarono mai al Lille nemmeno per le visite mediche).
Cosa rischia il Napoli dal punto di vista sportivo? Ovviamente nulla, perché la procura FIGC ha avuto l’accortezza di archiviare preventivamente la questione, tanto ormai Osimhen ha firmato come capocannoniere uno scudetto e “scurdammoce ‘o passato”. Trovate le differenze con il trattamento riservato alla Juventus in termini di plusvalenze, fatte per altro con giocatori veri, che hanno vestito realmente la maglia delle squadre a cui sono stati ceduti: -10 e decapitazione dei vertici societari in quattro e quattr’otto, prima che il tribunale ordinario procedesse non per “plusvalenze fittizie”, ma per principi contabili mai applicati prima, che con la lealtà sportiva non hanno nulla a che fare.
Sarà un caso, ma sono proprio Marotta e De Laurentiis, presidenti delle due società per cui la disparità di trattamento da parte della FIGC rispetto alla Juventus è più evidente, ad aver guidato la Serie A verso la candidatura di Malagò a presidente federale nella scia di Gravina. La Juventus si è accodata. Sicura di fidarti, cara Vecchia Signora, di questa compagnia e di un candidato che da presidente del CONI disse, a proposito della sentenza plusvalenze, “Il caso Juve dimostra che la giustizia sportiva funziona in collaborazione con la giustizia ordinaria”? E se poi la Corte di Giustizia europea affermasse l’esatto contrario?
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