Moby Dick - Conte-Inter, operazione che svilisce il percorso di un (ex) capitano bianconero

Corrispondente "The Sun", autore di 9 libri. Autore e conduttore programma #Alvolante per AntennaSud. Vincitore Overtime Festival della Comunicazione del giornalismo e del premio Campione Odg Puglia
15.05.2019 00:56 di Alvise Cagnazzo Twitter:    Vedi letture
Moby Dick - Conte-Inter, operazione che svilisce il percorso di un (ex) capitano bianconero

Nessuna firma, badate bene a battezzare l’affare come “ufficiale” perché di ufficiale non c’è nulla, ma un accordo verbale con l’Inter. Il licenziamento di Spalletti costerà circa 15 milioni di euro. Circa 30 i milioni dell’accordo, spalmato in tre anni, con Conte ed il suo numeroso staff. Cifre importanti per il miglior allenatore italiano in circolazione, figlie della necessità di ingaggiare una bandiera, anzi una ex bandiera, della Juventus. 

 

Un’operazione importante che svilisce, semmai ce ne fosse stato il bisogno, il percorso da capitano di Conte nella Juventus. Chi sostiene il principio della “professionalità” si macchia di un peccato originale, mostrando la solita miopia italica nella quale si glorifica la furbizia e la ricchezza. Un po’ come immaginare un capitano della Roma come alla Lazio, Maldini all’Inter, Zanetti al Mila o Del Piero all’Inter, magari Roy Keane dallo United al City: sarebbe impossibile per tutti i giocatori simbolo meno che per Conte, evidentemente. 

 

Una scelta dettata dallo spirito di vendetta e dall’ottima offerta economica che cancella oltre dieci anni di amore del mondo bianconero che lo ha sempre difeso, a differenza di quello nerazzurro, anche nel momento della squalifica comminata per la vicenda di “scommessopoli”. Il mondo interista lo condannò anche con prese di posizione piuttosto nette da parte di esponenti della storia nerazzurra.

 

Ad una precisa domanda sugli scudetti revocati e sull’assegnazione dello scudetto all’Inter, l’ex ct della Nazionale disse con passione, ed in diretta tv, sulle reti Rai di riconoscere il verdetto del campo e non quello dei tribunali, in merito al numero degli scudetti

 

Il ”No” di Agnelli è figlio del passato e di un abbandono, a danno della Juventus, dopo un solo giorno di ritiro, mai digerito. Un Capitano, un Capitano vero, dovrebbe esserlo per sempre. Come Del Piero. E pensare che sono a qualche giorno fa era in ballo un suo ritorno alla Juventus, con tanto di cena con Agnelli caldeggiata da Nedved. Il ceco, peraltro, rifiutò l’Inter rimanendo alla Juventus dopo calciopoli, come Del Piero che rifiutò a sua volta il Real Madrid. Buona fortuna, ex.