LA LANTERNA VERDE - L’ORO DI CHIESA, LA GEMMA DI DYBALA E LA MAGIA DI CALHANOGLU

07.01.2021 00:09 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - L’ORO DI CHIESA, LA GEMMA DI DYBALA E LA MAGIA DI CALHANOGLU

La Juventus torna da San Siro con qualche certezza in più e con la vetta della classifica più vicina (Milan a +7 ma con una gara in più rispetto ai bianconeri). Tre punti che, nell’economia della stagione, potrebbero diventare pesantissimi. Una vittoria che conferma il potenziale (enorme) di una Vecchia Signora non ancora perfetta ma indubbiamente capace di strappi di elevatissima qualità. Diversi i motivi per rallegrarsi. Complimenti vivissimi a Chiesa che, ultimamente, trasforma in oro tutto quello che tocca. Una doppietta contro la capolista è qualcosa da ricordare a lungo. Chiesa è sempre più parte integrante del mondo Juventus. Davanti alla porta, quando gli va male, prende pali e traverse. Un bel lusso per Pirlo… Ottima la prova anche di Dybala. Reduce da qualche linea di febbre (che aveva allarmato tutti), la Joya è apparsa finalmente “in palla”. La gemma dell’argentino nell’azione del primo gol di Chiesa è da goduria estrema. Un colpo di tacco meraviglioso, l’essenza della genialità di Dybala. La conferma che, se lasciato libero di poter inventare, il ragazzo sa disegnare calcio. Un assist che, come si diceva una volta, vale il prezzo del biglietto. Peccato che non ci siano biglietti da acquistare e tifosi da accontentare. 
Da un lato la gemma di Dybala, dall’altra la magia di Calhanoglu. Il turco si è trasformato nel miglior Lupin III quando ha sottratto il pallone al francese Rabiot con un colpo da “bullo del quartiere”. Il tutto senza farsi pizzicare dall’arbitro. Non ce ne voglia nessuno ma, questa volta, il buon Irrati (arbitro di caratura internazionale) ha esagerato con lo stile “lasciamo giocare”, tipico del calcio inglese. L’intervento di Calhanoglu era falloso, senza nessun dubbio. Bravo il turco a far sembrare il contatto di spalla. Comprensibili le proteste dei bianconeri. E pure quelle dei rossoneri che volevano (giustamente) il secondo giallo a Bentancur sul fallo (netto) ai danni di Hernandez. Insomma, serata da incubo per Irrati. 
A conti fatti, cosa ci resta di questo Milan-Juventus? In primis la certezza che questo è un torneo anomalo, in cui ogni partita fa storia a sé e ogni campo è tristemente neutro. Il Milan non perdeva in campionato da 27 turni consecutivi. E’ stato sconfitto da quella Juventus che, partita dopo partita, sta crescendo in termini di qualità e di autostima (gara con la Fiorentina a parte). Chiaramente, in chiave Scudetto, tutto è ancora in gioco, anzi ora più che mai. Alla luce di quanto visto a San Siro, qualche movimento sul mercato sarebbe comunque opportuno. Oltre alla nuova punta tanto chiacchierata (mia prima opzione resta Pavoletti, fortissimo di testa e, quindi, in grado di garantire nuove soluzioni offensive), un centrocampista dai piedi buoni sarebbe utilissimo. Al momento, Pirlo ha buoni centrocampisti a disposizione ma manca il classico equilibratore. Un giocatore in grado di far girare la squadra (quello che dovrebbe fare Arthur), magari anche con buone capacità in fase di interdizione (quello che, a tratti, fanno McKennie e Bentancur). Mi viene un nome: Pellegrini. Me ne viene un altro: Locatelli. Il problema è che costicchiano tanto e, in questo momento, la Vecchia Signora, come tanti altri club, non può permettersi investimenti notevoli. Quindi? Quindi servirà tanta fantasia…