La miglior Juve della stagione. L’espulsione di Kelly? La morte del calcio…
Ad un passo dal miracolo che, onestamente, era più che meritato. Con le spalle al muro, la Vecchia Signora tira fuori la miglior prestazione dell’anno. Costretta a recuperare i tre gol di passivo rimediati a Istanbul, la squadra di Spalletti ci mette cuore, qualità e determinazione, riuscendo a mettere in crisi le presunte certezze di Osimhen e compagni. Si porta sul 3-0 e sfiora, più volte, la rete che avrebbe mandato a casa, giustamente, un Galatasaray fortunatissimo. Nonostante la rimonta sembrasse impossibile, si è vista una Juventus splendida, con vero DNA bianconero.
Nessuno ha pensato alla prossima sfida, importantissima per la volata Champions League, con la Roma. Insomma, applausi per una Juventus vera. Passa il Gala che, in entrambe le partite, ha giocato con un uomo in più. A Torino, onestamente, nessuno ha capito il perché… E veniamo, appunto, al fattaccio…
Ci sono episodi che segnano una partita, altri che condizionano una stagione. Quello che è accaduto nei primi minuti della ripresa della sfida Juventus-Galatasaray, valida per il ritorno dei play-off di Champions League, è la morte del calcio, quello vero e sportivo. L’arbitro Joao Pinheiro, portoghese, è stato protagonista di una decisione che andrebbe studiata da un pool di psicologi di alto livello. Prima non esita a sventolare il secondo giallo a Kelly, commettendo un errore grave (la dinamica del fallo ai danni di Yilmaz è decisamente “fortuita”). Poi, richiamato dal VAR, completa il suo pasticcio estraendo il rosso diretto.
Kelly resta allibito, così come qualsiasi tifoso di calcio che ha a cuore questo sport. Qui non si tratta di mala fede ma di totale incapacità a leggere il gioco del calcio. Certo, la Juventus è stata comunque leggendaria ma questo non giustifica il doppio errore dell’arbitro portoghese. Vi prego: non lamentiamoci dei nostri arbitri, qui il problema è generale e molto ampio: si sta uccidendo lo sport più bello e amato del pianeta. Sarà dura dimenticarsi di Joao Pinheiro e del VAR che lo ha richiamato, “invitandolo” al rosso diretto ai danni di Kelly. Resta la soddisfazione di aver visto la miglior Juventus della stagione in una delle partite più epiche degli ultimi anni.
Al netto del pesantissimo errore di Joao Pinheiro e della meravigliosa prova offerta dai bianconeri, bisogna comunque anche essere oggettivi. Uscire dalla Champions League ai play-off è un (mezzo) fallimento. Gli ottavi di finale erano un obiettivo da centrare e, conti alla mano, non è stato raggiunto. Come se non bastasse, la corsa per entrare tra le prime quattro in campionato è accidentata più che mai. Con l’Inter già scappata via, bisognerà fare i conti con Milan, Napoli, Roma e Como. Di fatto, cinque squadre per tre posti. La buona notizia è che Spalletti, almeno nelle intenzioni, ha rivisto la Juventus di qualche settimana fa.
Dopo “i tre passi indietro” in quel di Istanbul si sono visti tre passi in avanti a Torino nella seconda partita con il Gala. La speranza è che siano benzina per ripartire alla grande in campionato. Spalletti sa che non può più sbagliare. Fuori dalla Champions League e dalla Coppa Italia, la Juventus è obbligata a conquistare il pass per la prossima Champions League per evitare che l’attuale (mezzo) fallimento non si trasformi in una stagione sportivamente drammatica. Se la Juventus sarà quella vista all’Allianz Stadium contro il Gala (magari in 11 uomini), arriveranno soddisfazioni importanti.
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