LA LANTERNA VERDE - Criticato pesantemente, eppure Allegri è dove dovrebbe essere
Ormai il solco è netto. C’è chi sta con Allegri e chi lo detesta. All’interno del popolo bianconero, la frattura è insanabile. Gli #allegriout difendono a spada tratta le loro motivazioni, esattamente ciò che fanno gli #allegriin. Sui social il duello è sfiancante. Al termine di ogni partita, a prescindere dal risultato finale, chi non sopporta Allegri, l’anticalcio per eccellenza, lo ricopre di insulti. Dall’altra parte, chi lo difende, ne esalta le qualità, snocciolando il suo essere sempre presente nelle tante bufere che hanno spazzato via molte certezze bianconere. Allegri divide, non ci sono dubbi a tal proposito. O lo si ama o lo si odia, non ci sono mezze misure…
Ognuno ha la sua personale teoria su Allegri, pure io… Pur sapendo che si tratta di una visione del tutto personale, credo sia doveroso condividerla (sarò il milionesimo che parlerà di Allegri, chiedo venia). Vorrei, in primis, sottolineare un dato oggettivo. Allegri ha in bacheca 13 trofei e quattro premi Panchina d’Oro. Questo è insindacabile. Ha vinto tanto, nulla da aggiungere… Inoltre, ha conquistato trofei sia al Milan che alla Juventus, altro dato di fatto. Bollato come difensivista, ha comunque portato la Juventus due volte in finale di Champions League.
Chi lo ritiene un allenatore superato, obiettivamente non conosce Allegri. La sua adattabilità alla rosa a disposizione è sempre stata un suo modus operandi, sin dai primi passi come allenatore. Allegri non è un Sarri o un De Zerbi. Non “inventa calcio” ma, dopo aver analizzato i giocatori a disposizione, cerca di trovare il modo migliore per valorizzarne le caratteristiche. Sa riconoscere il talento, lo è stato ai tempi in cui giocava (è stato un trequartista di qualità)
E’ essenzialmente questo il motivo per cui ritengo che Allegri sia esattamente dove dovrebbe essere. La Juventus è in fase di ristrutturazione, la rosa ha una qualità bassa e la società ha bisogno di far crescere i tanti giovani che ha a libro paga. All’attuale allenatore bianconero è stato chiesto questo, ossia valorizzare la “nuova Juventus”, piuttosto che “inventare calcio”. Bisogna tornare in Champions League, a qualsiasi costo e giocando in qualsiasi modo. Una riflessione. Conte che giocatori chiederebbe alla prima finestra di mercato? De Zerbi quanto tempo avrebbe bisogno per insegnare il suo credo calcistico? Zidane, abituato a gestire campionissimi, come si troverebbe ad allenare giocatori tutti da forgiare? Allegri è l’uomo giusto al momento giusto. Terminato il suo compito, probabilmente andrà altrove ma, per adesso, ritengo che sia la soluzione più logica e in linea con le necessità dell’attuale società. Ovviamente, è solo una lettura personale. Lungi da me il voler convincere gli #allegriout…
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