La Juve propone la chiusura del mercato a giugno. Ora decisioni difficili: due esclusioni eccellenti dalla lista Champions

03.09.2019 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
La Juve propone la chiusura del mercato a giugno. Ora decisioni difficili: due esclusioni eccellenti dalla lista Champions

Si fa per scherzare. E il voto al mercato della Juve, per essere chiari, sarebbe un 6,5/7. Non quell’insufficienza che magari alcuni le assegneranno. Però è vero che c’è un prima e c’è un dopo, nell’estate di calciomercato dei bianconeri, che finalmente è finita. Una cesura netta tra le mosse iniziali e l’immobilismo finale. Anche forzato, ma pur sempre immobilismo. Con le attenzioni dedicate al bilancio, soprattutto, immaginiamo, quando Fabio Paratici ha capito che non avrebbe potuto portare a casa le cessioni che avrebbe voluto. E quindi ne ha fatto altre che avrebbe preferito evitare, o con modalità che avrebbe voluto diverse. Cancelo al City per un’offerta rifiutata un mese prima, Kean all’Everton senza avere garanzie su un eventuale rientro.

Pogba, Chiesa, Icardi. Lasciamo perdere la boutade Guardiola, buona per gli imbonitori da social network se portata oltre lo status di suggestione impossibile. Qualcuno è rimasto deluso: forse non lo stesso Paratici, di sicuro chi si aspettava questo tipo di operazioni. Il punto, però, non è se la Juventus esca più forte da questo mercato. Lo diciamo in maniera netta: la Juve di oggi, a giudizio di chi scrive, è più forte della Juve di ieri. Ha più alternative a centrocampo, dove forse si poteva/doveva comunque fare qualcosa di diverso; ha Higuain che l’anno scorso non aveva, ha un Douglas Costa ritrovato. Sono due questioni diverse: la Juve esce sì più forte, ma la domanda è se a maggio si immaginasse in questo modo. Se sia voluta uscire così o lo abbia subito. E l’impressione è che l’abbia subito.

Bene la programmazione, fino a un certo punto. Andrebbe estesa, però, a un tasto dolente quale i giocatori formati nel proprio vivaio. E forse Ramsey, De Ligt e Rabiot erano occasioni irrinunciabili, ma la programmazione cozza poi con le difficoltà sulle uscite. Che spesso non puoi programmare e dipendono dagli altri; le offerte te le fanno, mica si possono imporre.

Ora arriva il momento delle decisioni complicate. E del rischio mal di pancia. Su questo tema, quello dei mal di pancia, dubitiamo che ci saranno davvero. Giocatori come Mandzukic, Dybala, Matuidi, gli stessi Emre Can e Rugani oltre a Higuain, hanno voluto a tutti i costi rimanere in bianconero. Anche accettando il rischio (in un paio di casi qualcosa in più, perché gli è stato detto chiaramente) di giocare meno dei compagni. Apprezzabile, ma ora sta a loro conquistare Sarri e riprendersi a tutti gli effetti e a tutti i costi la Juventus. Se rimani quando ti si presentano dieci offerte, accetti di non partire centrale in un progetto.

Il tema delle decisioni complicate è quello delle liste. Esclusi per ovvie ragioni Perin e Pjaca, in Serie A non ci sono problemi. Discorso opposto per la Champions League. Chiellini “risolve” un problema (virgolette d’obbligo: avremmo preferito tutti non lo facesse, ovvio): per il capitano è naturale immaginare la non inclusione in lista, con l’obiettivo di tornarci nella seconda fase della competizione. Forza. Restano due posti, però: il più semplice è quello assegnato a Mandzukic, il giocatore che in questo momento pare più lontano dal progetto e dal mondo sarristi. L’altra esclusione avverrà a centrocampo: con Khedira e Matuidi fin qui titolari, diciamo Emre Can. Sarebbe una mossa sorprendente, perché l’ex Liverpool l’anno scorso è stato dei migliori. Però ancora più sorprendente sarebbe tenere fuori Ramsey (e desterebbe qualche preoccupazione sulle sue condizioni fisiche), per non parlare di Bentancur. Sarà, comunque vada, esclusione eccellente: è il tempo delle decisioni difficili, figlie di un mercato contraddittorio.