IL SANTO DELLA DOMENICA- SOLIDA COMPATTA E DECISA. LA JUVE BATTE LA LAZIO E SI PRENDE TRE PUNTI IMPORTANTISSIMI. ALLEGRI INCARTA SARRI

21.11.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA-  SOLIDA COMPATTA E DECISA. LA JUVE BATTE LA LAZIO E SI PRENDE TRE PUNTI IMPORTANTISSIMI. ALLEGRI INCARTA SARRI

Non va tutto bene per carità, ci sono ancora diversi nodi da sciogliere e lo dice lo stesso Allegri, ma la Juve vittoriosa vista all’Olimpico lancia diversi segnali importanti. La solidità, la grinta, lo spirito ritrovato, la voglia di lottare e combattere su ogni pallone. Tutta roba non scontata e non sempre vista in questa prima fase di stagione. Quelli presi a Roma sono tre punti pesantissimi, che fanno classifica, morale e autostima, ma soprattutto sono tre punti meritatissimi. Perché è vero, la Juve ha tenuto per larghi tratti un baricentro basso, ma ha avuto le occasioni più importanti, e oltre ai due rigori ha costruito almeno altre tre situazioni che dovevano essere concretizzate. Non è una follia dire che il risultato doveva essere più ampio. La Lazio di Sarri? Non pervenuta, appena un tiro nello specchio della porta ( una telefonata da fuori che Szczesny ha controllato senza problemi) e la solita ragnatela di passaggi, alla fine saranno 621, spesso orizzontali. Dove deve migliorare la squadra di Allegri è nelle scelte, nella precisione. Una squadra come quella bianconera non può chiudere le gare con appena l’85% di precisione dei passaggi. E sono quegli errori tecnici che tanto fanno arrabbiare l’allenatore livornese. Resta poi l’atavico problema della finalizzazione: anche contro la Lazio si è sbagliato troppo sotto porta; Morata e Kulusewsky hanno avuto un paio di occasioni che dovevano essere sfruttate meglio. Date a questa squadra un centravanti d’area di rigore, uno stoccatore cinico e freddo, e vedrete che tante cose anche nella costruzione del gioco cambieranno. La Juve deve e può giocare meglio, su questo siamo tutti d’accordo. Ma oggi l’allenatore si è reso conto che è più facile  costruire le vittorie passando dal contenimento che non dalla proposizione. Poi sia chiaro, questa soluzione non la puoi applicare in tutte le partite, e certamente a anche a noi piacerebbe vedere una squadra più fluida nella costruzione del gioco più verticale e maggiormente nella metà campo avversaria, ma va reso merito ad Allegri, di aver studiato alla perfezione la gara dell’Olimpico: un centrocampo più folto, Mc Kennie mastino su Luis Alberto e Rabiot ( questa volta il francese deciso e di carattere) su Milinkovic Savic. Risultato? Idee annebbiate alla Lazio e nessun pericolo per la fase difensiva dove un gigantesco De Ligt e un ottimo Bonucci hanno spazzato ogni traccia degli uomini di Sarri. Si, Max si è preso una bella soddisfazione al cospetto di chi lo aveva rilevato sulla panchina 3 anni orsono. Vero che il piano partita di fatto è saltato dopo appena 20 minuti con l’infortunio di Danilo ( la Juve si era presentata con un 3 5 2 ) ma a quel punto il tecnico livornese ha letto bene la situazione , passando nuovamente a 4 con l’inserimento di Kulusewsky che al netto delle sue “ distrazioni” è stato comunque efficiente nel condurre il compito che gli era stato assegnato: accorciare e allungare la squadra in base alle fase di gioco. Una citazione va anche a Luca Pellegrini, ordinato e subito a su agio, mentre la standing ovation va tutta a Federico Chiesa uomo ovunque, pronto a sacrificarsi in fase difensiva e a ripartire con impressionante fisicità. La strada è lunga, il lavoro da fare molto, ma questi tre punti sono davvero un bel toccasana.