IL SANTO DELLA DOMENICA - CUORE CALDO E MENTE FREDDA. LO SCUDETTO VA VINTO E CELEBRATO, MA DEVONO INIZIARE ANCHE LE RIFLESSIONI.UN ANNO DOPO POCO E’ CAMBIATO, E PER IL FUTURO….

26.07.2020 00:19 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - CUORE CALDO E MENTE FREDDA. LO SCUDETTO VA VINTO E CELEBRATO, MA DEVONO INIZIARE ANCHE LE RIFLESSIONI.UN ANNO DOPO POCO E’ CAMBIATO, E PER IL FUTURO….

Cuore caldo e mente fredda. Il doppio binario è d’obbligo di fronte ad uno scudetto che dovrà essere celebrato nel giusto modo, un’impresa unica quella di vincere 9 trofei consecutivi, con delle riflessioni importanti che però dovranno essere portare avanti. Gli uomini di Sarri taglieranno il traguardo ( se non ce la dovessero fare saremmo di fronte ad un suicidio epocale) con il fiato corto, senza mai aver entusiasmato ma con l’obiettivo centrato e scusate se è poco. Lo dico subito, e lo avrete capito anche seguendomi a radio bianconera, non faccio parte di quella corrente di pensiero secondo cui lo scudetto è il minimo sindacale, addirittura scontato e da non celebrare. Vincere non è mai facile, ripetersi ancora meno. A questo gruppo bisogna battere le mani, con il cuore caldo, dopo di che i dirigenti assieme al tecnico dovranno sedersi attorno ad un tavolo, con la mente fredda, per capire cosa non è andato in questa stagione e dove migliorare la squadra per continuare in un percorso di vittorie.

Il tema  di queste ore è certamente quello relativo all’allenatore. Sotto alcuni punti di vista mi sembra di essere tornato indietro di un anno. Allora andava di moda Allegriout oggi siamo passati a Sarriout. Come non condividevo 12 mesi orsono, anche questa volta non sono d’accordo. Certamente questo allenatore ha delle responsabilità, deve crescere sotto tanti punti di vista e capire ancora bene che il mondo Juventus è assolutamente diverso dalle realtà che ha vissuto fino ad ora. Ma condannarlo solo perché “ antipatico” o perché non “ elegante” mi pare esagerato. Lo premetto e lo ribadisco. Non è mai stato il mio allenatore preferito, e non lo avrei portato alla Juve, ma oggi rappresenta il timoniere della formazione e non mi augurerò mai una sconfitta della Juventus solo per poterla addebitare a Sarri.

Credo che non debba mai essere dimenticato che questa squadra, vincente da 8 anni, sta attraversando un momento di innovazione importante. Certe “rivoluzioni” spesso avvengono senza portare alcun trofeo a casa per anni, qui viceversa stiamo provando a cambiare pelle senza perdere quella favolosa “abitudine “ allavittoria. Concetto che forse troppo spesso viene sottovalutato. 

E’ del tutto evidente che nella fase di mercato serviranno innesti mirati e importanti. Personalmente ritengo che almeno altri 4 titolari ( al netto di Artur e Kulusewsky ) debbano arrivare, e penso ad un rinforzo per reparto. Non mi piace vedere una squadra vulnerabile, non mi piace vedere un centrocampo troppo prevedibile e non mi piace vedere un attacco che può contare di fatto solo su due elementi, non mi piace vedere una squadra gettare via partite come ad Udine. Paratici e Nedved, dopo aver tentato un paio di scommesse, Rabiot e Ramsey questa volta dovranno andare sul sicuro. 

Resta poi l’incognita Champions. Sinceramente non mi aspetto granchè, ma il passaggio del turno con il Lione questo si

Preparatevi a celebrare la nona meraviglia e fatelo con orgoglio e fierezza. In alto i cuori e fuori le bandiere. Celebrarlo e non festeggiarlo. Una sottile ma importante differenza. Festeggiare con tutto ciò che ci siamo lasciati alle spalle mi sembra sinceramente eccessivo. In altre piazze lo avrebbero certamente fatto, noi dobbiamo mostraci superiori anche in questo. Celebratelo alzando gli occhi al cielo, dedicando un pensiero a chi non è riuscito a superare quei mesi terribili….