Gli eroi in bianconero: Simone PADOIN

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
19.03.2019 10:38 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Simone PADOIN

«A tutti i tifosi juventini, premesso che si tratti per me di una cosa assolutamente inusuale scrivere sui social (di cui sono sprovvisto, questo è di mia moglie) e, infatti, è la prima volta che lo faccio, penso che in questa occasione sia assolutamente necessario esprimere da parte mia un ringraziamento particolare a tutto il popolo bianconero che in questi anni mi ha dimostrato costantemente il suo affetto. So assolutamente che un semplice grazie non può bastare a spiegare la mia gratitudine verso tutto l’ambiente juventino: questi sono giorni in cui provo sentimenti contrastanti, da una parte sono carico a mille per la nuova avventura che mi attende, dall’altra provo un grande nodo alla gola per quello che sto lasciando e che con questa lettera voglio ringraziare. GRAZIE innanzitutto a tutti i miei compagni che ho avuto in questi cinque anni, ognuno di voi mi ha dato e lasciato qualcosa di speciale e importante, difficilmente avrò la fortuna di trovare un altro gruppo così unito e solido in ogni occasione, per me è stato un onore immenso giocare con tutti voi e vi ringrazio di avermi fatto sentire importante e apprezzato all’interno del gruppo. GRAZIE agli staff tecnici di mister Conte e mister Allegri dai quali ho potuto imparare cose nuove e vincenti. GRAZIE ad ogni persona che ha lavorato a contatto con noi (Matteo Fabris, dottori, fisioterapisti, magazzinieri, marketing) e chi lavora costantemente “dietro le quinte” e a “fari spenti” dando il suo fondamentale contributo ai successi recenti. GRAZIE alla società (presidente, direttori Marotta e Paratici, Pavel Nedved) migliore che possa esserci, il cui obiettivo è sempre quello di migliorare e grazie a questo spirito è riuscita a essere avanti anni luce rispetto a tutti in Italia e lo diventerà anche a livello europeo e che mi ha dato la possibilità di confrontarmi a un livello altissimo come la Champions. GRAZIE alla bellissima città di Torino, dove sono nati i miei amati figli e che rappresenterà sempre per la nostra famiglia lo scenario di ricordi meravigliosi. E GRAZIE a tutti i tifosi che in questi anni ci hanno fatto sentire il loro appoggio e personalmente mi hanno apprezzato nonostante le mie qualità mediocri per il livello Juventus ma che hanno capito che in ogni occasione ho cercato di onorare la maglia dando tutto me stesso: i vostri complimenti mi fanno provare sinceramente un po’ di vergogna, perché penso di non meritarmeli e per questo vi sarò eternamente grato. Me ne vado via felice e con profonda soddisfazione e fierezza pensando di aver dato anche solo un briciolo di contributo a tutti i trionfi che abbiamo avuto la fortuna di avere in questi ultimi cinque anni. In poche parole GRAZIE JUVE!!!! Vi saluto tutti con grande affetto, facendovi un grande in bocca al lupo per il futuro. Simone Padoin».


Si dividono dopo quattro anni e mezzo – scrive Caterina Baffoni su Tuttojuve.com del 20 giugno 2016 – le strade tra Simone Padoin e la Juventus. A trentadue anni, dopo aver vinto tantissimo in maglia juventina, il centrocampista e difensore friulano ritrova il compagno Marco Storari, ex bianconero, e soprattutto avrà molto più spazio per giocare di quanto ne abbia avuto con la Signora. Idolatrato e sempre incitato dai tifosi bianconeri, il Pado ha voluto salutare tutti i tifosi e la società con una lunga lettera a tratti toccante. Il numero venti bianconero è stato più che un giocatore, era diventato un totem: amato dai tifosi e trasformato in amuleto dopo aver vinto cinque scudetti di fila. Ora, per Simone, arriverà finalmente l’opportunità di essere titolare in campo e soprattutto con un ruolo da protagonista. Dopo aver assaggiato tanta panchina nell’ultima stagione, con appena 589 minuti collezionati in quattordici presenze, il centrocampista bianconero ha accettato la proposta del neopromosso Cagliari e a trentadue anni riparte lasciando un po’ orfana tutta la Juve, perché un gregario così, sempre pronto e disponibile al momento giusto e al posto giusto, non si trova tutti i giorni e ora anche mister Allegri dovrà fare la storia, una nuova storia. Conquistare il sesto scudetto bianconero senza poter contare sull’uomo talismano che da quando è arrivato a Torino, gennaio 2012 su forte richiesta di Conte, non ha smesso di vincere. Non solo i cinque campionati di fila, come Buffon, Barzagli, Bonucci, Cáceres e Marchisio, ma anche le due Coppa Italia e le tre Supercoppa italiane. Senza dimenticare la finale di Champions a Berlino, dove i tifosi bianconeri lo osannavano con il coro: «Che ce frega di Leo Messi, noi abbiamo Padoin». Indimenticabile. Esempio per tutti in questi anni e professionista esemplare, capace di dare sempre un contributo affidabile grazie all’uomo (che viene sempre prima del giocatore, soprattutto alla Juve) abile a fare gruppo. Ruolo secondario, uomo silenzioso ma presente, ha parlato poco e conquistato tutto e tutti, diventando un pupillo dello spogliatoio e un jolly per gli allenatori.  A livello di professionalità e serietà, per diventare un amuleto, per diventare un “Padoin” alla Juve ci vuole tempo e non è da tutti.