ESCLUSIVA TJ - Michele Troiano: "Juve giusto epilogo, U23 può puntare alla B. Miretti incredibile, Ranocchia può diventare importante. Su Zauli e il mio presente..."

19.08.2021 15:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Michele Troiano: "Juve giusto epilogo, U23 può puntare alla B. Miretti incredibile, Ranocchia può diventare importante. Su Zauli e il mio presente..."
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex centrocampista della Juve U23 che ha appeso da poche settimane gli scarpini al chiodo, Michele Troiano, per parlare della sua esperienza in bianconero e non solo:

Come va la vita da ex calciatore? E' strano per te non esser più in ritiro in questo periodo?

"Un po' lo è, ma non sono fuori dal mondo del calcio. Sono l'allenatore in seconda della Primavera della Spal, sono davvero contento di questa scelta. Il passaggio dal campo alla scrivania è davvero importante, credo che farlo subito allevia il dolore".

Dunque ti ha convinto questo ad appendere i famosi scarpini al chiodo?

"No, l'idea era già in testa da un pezzo. E finire la carriera alla Juve è stato il giusto epilogo, anche perché dopo il club bianconero sarebbe stato difficile trovare un'altra realtà che mi avrebbe dato le stesse motivazioni. Era giusto non prendere in giro nessuno. Per questo, ho scelto di cogliere subito al volo questa occasione. Per me rappresenta una grande opportunità".

Che cosa ti piacerebbe fare da grande?

"Mi piacerebbe fare l'allenatore, anche perché sto capendo che non conoscevo proprio tutto da calciatore. Ho iniziato da zero con la massima dell'umiltà, mi sono messo a disposizione per imparare il più possibile. La fortuna è stata quella di poter lavorare fin da subito con Fabrizio Piccareta che già conosce benissimo questo mestiere e lo scorso anno ha vinto il titolo con l'U17 della Roma. Ambisco ad apprendere questo mestiere da lui".

Che cosa ti aveva spinto ad accettare l'offerta della Juve?

"La Juve mi ha riacceso l'entusiasmo, perché quando cambi maglia deve esser quello a guidarti. La verità è che la Serie C della Juventus è solo la domenica, perché per le strutture e l'organizzazione della società era come giocare in Serie A. E' stato come vivere un sogno, non all'inizio ma alla fine della carriera. Non potevo chiedere di meglio".

E penso che il sogno sia stato alimentato dal continuo flusso che c'era con la prima squadra.

"Sì, è stato bello vedere esordire i tanti ragazzi che si allenavano anche con la prima squadra. C'è un'educazione e un rispetto fuori dal comune, alla Juve cresci anche sotto quest'aspetto. Le doti tecniche e fisiche di quei giocatori sono al di sopra della media. Sicuramente non è facile restare nel giro della prima squadra, ci vuole anche esperienza. Però sono convinto che facendosi le ossa, qualcuno poi tornerà a vestire questa gloriosa maglia".

Come è stato lavorare con la prima squadra?

"Non ho avuto mai modo di farlo, meglio così. Al direttore, scherzando, dicevo che mi sarei un po' intimorito nel lavorare con calciatori più giovani di me. E' giusto che gli over facciano il loro percorso nell'U23, così come i ragazzi possano apprendere il più possibile dalla prima squadra. Ho avuto il piacere di vedere qualche loro allenamento, posso dire che è stato molto emozionante".

La dirigenza ha gestito la situazione di differenti giovani negli ultimi giorni: Correia al Parma, Rafia e Peeters allo Standard Liegi, Gozzi e Capellini al Fuenlabrada, a tuo parere sono le destinazioni corrette per questi ragazzi?

"Per me sì, non può che fargli bene. Anche perché il divario esistente con la prima squadra è davvero grande. L'importante sarà la mentalità con cui questi ragazzi gestiranno il loro prestito. Perché è normale pensare che andar via dalla Juve rappresenti un passo indietro, ma dovranno esser bravi a metter sul campo ciò che hanno appreso a Torino. Bisognerà usare tanto la testa. C'è da considerare che dovrai metterti alla prova con le stelle già affermate, non sarai più la prima scelta. Per questo sarà un ulteriore stimolo per migliorare".

Oltre a quelli già citati, ci sono altri calciatori bianconeri che potrebbero seguire lo stesso esempio?

"Non lo so, però mi sono affezionato molto a Filippo Ranocchia che è veramente molto forte. E' un ragazzo ambidestro, forte e di talento, può ambire a diventare importante. Miretti è un altro giocatore incredibile, anche Barbieri è veramente bravo. Hanno le doti per diventare importanti, farò il tifo per loro e per tutti quei ragazzi che compongono il settore giovanile bianconero".

A proposito di Miretti, la stampa lo ha accostato a Marchisio per le sue caratteristiche. E' un paragone corretto a tuo avviso?

"Non mi piacciono i paragoni poiché rischiano di caricare troppo un ragazzo che deve giocare tranquillo, però Miretti è un grandissimo giocatore e possiede tutte le qualità per diventar ancor meglio di quanto già non lo è in questo momento. L'accostamento, forse, nasce per le movenze e per il fatto che sia torinese, però ripeto: lasciamolo lavorare con calma".

Come la vedi la nuova U23? Può aspirare alla Serie B?

"Sì, per me sì. E' una squadra costruita molto bene, ogni anno ha avuto dei sostanziali miglioramenti a livello di prestazioni. Penso che sia una grande fortuna quella di poter lavorare nuovamente con lo stesso staff, qualcuno aveva già avuto Zauli in Primavera e quindi è più esperto sotto questo punto di vista. Penso che a livello tecnico non ci sia nulla da invidiare agli altri".

E mister Zauli? Come è stato lavorare con lui?

"E' stato bello, mi sono trovato molto bene con lui e il suo staff. Il mister con noi più grandi faceva qualche chiacchiera in più per il bene di ragazzi, l'intento era sempre quello di risolvere e di metterli nelle migliori condizioni di potersi esprimere. E' importante avere a che fare, oltre che con un bravissimo allenatore, anche con una persona molto onesta".

Da esterno, quale è il tuo giudizio sulla prima squadra?

"Per me vincerà lo scudetto, perché è una delle pochissime ad aver tenuto il gruppo dell'anno scorso ed in più è tornato Allegri che già conosce tutti. La Juve, forse qualcuno se lo dimentica, lo scorso anno è riuscita comunque a vincere due trofei. Il campionato lo si dava per scontato, poi hai capito il suo significato quando lo hai perso. Penso che uno degli obiettivi primari di quest'anno sia questo, oltre che la Coppa, Supercoppa e Champions".

Si ringrazia Michele Troiano per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.