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Longo su Bremer: "Leadership differente dal Torino, ma non è il difensore più forte in Serie A. E' più Chiellini che Bonucci"

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile sui canali 60 e 68 di HBBTV e su Smart TV Samsung fruibile sul numero 4518).
12.02.2024 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Longo su Bremer: "Leadership differente dal Torino, ma non è il difensore più forte in Serie A. E' più Chiellini che Bonucci"
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex tecnico di Gleison Bremer nel Torino, Moreno Longo, per parlare delle prestazioni del difensore bianconero che sarà in campo questa sera contro l'Udinese e non solo:

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile sui canali 60 e 68 di HBBTV e su Smart TV Samsung fruibile sul numero 4518).

Quale è il giudizio sul primo anno e mezzo, quasi due, di Bremer alla Juventus?

"Il giudizio è sicuramente positivo, Gleison aveva bisogno di una trasformazione in quanto non era abituato inizialmente a giocare a quattro. Si è dovuto adattare, è cresciuto tanto. Non è facile indossare la maglia della Juventus, l'ho visto migliorare e con una leadership differente. E' più calato nella realtà bianconera".

In cosa lo vedi migliorato rispetto ad allora?

"Lo vedo migliorato nell'autostima, nella consapevolezza e vive l'errore in maniera corretta. Cosa vuol dire? Riesce a superarlo nell'arco dei minuti, senza farsi travolgere o influenzare. Il fatto di aver giocato tante partite ad alto livello lo ha decisamente aiutato sotto questo aspetto".

In effetti, anche la conquista della nazionale può averlo aiutato in tal senso.

"Sicuramente, la Juventus diventa una vetrina importante anche a livello internazionale ed è stato agevolato sotto questo punto di vista".

Il direttore Bava, più volte nel corso del tempo, ci ha detto che Bremer può avere le potenzialità per diventare un regista difensivo alla Bonucci. Sei d'accordo col suo pensiero?

"Non sono di questo parere, sicuramente potrà migliorare dal punto di vista tecnico. Ma per me rende al meglio nella fase difensiva. Se oggi dovessi fare un paragone, in particolare a due colonne bianconere, è più Chiellini che Bonucci. La sua caratteristica migliore è quella di essere un difensore difficilmente battibile nell'uno contro uno".

E' arrivato alla Juventus dopo aver vinto il premio di miglior difensore della Serie A. Lo è ancora oggi?

"In quella stagione lo fu senz'altro, oggi rimane potenzialmente uno dei migliori difensori del nostro campionato. Lui aveva reso al 110% con un riferimento da marcare, questa fase alla Juve lo sta completando. Ad oggi non è il più forte, ma col lavoro e la costanza può diventarlo. Di lui ricorderò sempre una disponibilità fuori dal comune".

Dunque se non è Bremer, chi è a tuo parere il migliore difensore in Italia?

"E' difficile oggi fare un nome, ma ad oggi direi Bastoni che ha ancora margine di miglioramento e un'età in cui può ulteriormente crescere. Ha un qualcosa in più rispetto agli altri, oltre che una maturità importante". 

Per diventare più completo, e quindi aspirare a diventare il miglior difensore in circolazione, dovrà migliorare a giocare a quattro?

"Sì, in ottica futura ci sarà bisogno di questa crescita ed evoluzione. Tanti grandi club giocano con la difesa a quattro, per lui può essere il passo in più per poter diventare il migliore al mondo. Così sarebbe completo in tutti i sensi".

Ha attirato su di se gli occhi di Manchester United e di altri club inglesi. Oggi, a tuo avviso, quanto può valere Gleison Bremer?

"Sui numeri e le valutazioni dei calciatori non sono bravo, se fossi un allenatore di quelle squadre cercherei quel tipo di difensore. Ha una fisicità straripante, difende a campo aperto senza paura di avere 40/50mt alle sue spalle e propone un calcio dominante. Io lo vorrei sempre".

Forse sei un po' di parte, visto che lo hai già allenato.

"Potrebbe essere, ma col lavoro e la serietà è riuscito a conquistarsi il posto. Lui, quando arrivai al Toro, era un po' ai margini. Il titolare era Lyanco e gli diedi fiducia, perché intravedevo in lui delle grandi qualità per diventare un difensore molto importante. Ha saputo cogliere l'opportunità".

Il numero, comunque, provo a fornirtelo io: si parla di 70/80mln come valutazione di mercato.

"I numeri li fa il mercato, a volte sono proprio le dinamiche a crearli. E' difficile oggi provare a dare una quotazione di questo genere su un difensore, però stiamo parlando di uno dei più importanti e la cifra per accaparrarselo potrebbe essere altrettanto forte".

Si ringrazia Moreno Longo per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.