Nel segno della continuità

Nel segno della continuitàTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 22 maggio 2013, 13:45Editoriale
di Carlo Morizio

Italie ed Europa: mondi differenti. Ci sono due mercati, totalmente diversi l'uno dall'altro. Quello italiano, che si occupa di allenatori, e quello europeo, che si occupa di giocatori. Mentre nel nostro paese a tener banco sono Mazzarri, Allegri e Stramaccioni, in Europa le squadre pensano a rinforzarsi. Il Bayern - dominatore incontrastato quest'anno - continua a spendere e progettare, così come il Monaco e (quasi) tutte le altre potenze del calcio. Insomma, se vogliamo colmare il gap, siamo sulla strada giusta. Certo. Nel Belpaese, eccetto Conte, Montella e Petkovic, tutte le big cambieranno l'allenatore. E se in alcuni casi, l'avvicendamento può essere spiegato da una stagione disastrosa (vedi Inter), in altri casi il tutto sembra a dir poco paradossale. Allegri, colui che ha preso un Milan in frantumi e l'ha portato in Champions (lasciamo perdere per un attimo tutte le questioni arbitrali), via. Perchè? Semplice, è antipatico al Presidente. Essì, la strada è giusta, come dicevamo.

In Inghilterra i tecnici rimangono - e vincono - per generazioni intere, mentre qui dopo quattro anni si deve cambiare, perché altrimenti il gruppo non sarebbe più a disposizione del mister. Bè, chissà cosa ne pensa Ferguson. Insomma, tutto questo per dire cosa? Nulla, semplicemente che, per l'ennesima volta, abbiamo dimostrato di essere indietro, tremendamente indietro. Eccetto qualche caso isolato, tutte le top squadre italiane si ritrovano a giugno con un progetto da ricostruire. Da zero, o quasi. E allora, per quanto poi si possa criticare il modus operandi della società - che può piacere o non piacere - oggi il tifoso della Juventus si dovrebbe fermare un attimo a ripensare. Pensare a dove si era un paio di anni fa. Ecco, in tutto questo "caos" chiamato Italia, dove dei progetti non vi è manco l'ombra, si guardi che cosa è stato fatto in due anni. La Juventus, checché se ne dica, il progetto ce l'ha e ha già iniziato a lavorare, nel segno della continuità, per la prossima stagione. Con un tecnico che ha riportato la vecchia mentalità e con una società in crescita. Insomma, forse, c'è chi in casa sua può guardare al futuro con ottimismo. E chi altro può dire lo stesso in questo momento?