Marotta e la leggenda del top player

Marotta e la leggenda del top playerTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 29 agosto 2012, 15:20Editoriale
di Massimo Reina

L'incubo del tifoso juventino sta per realizzarsi, e sembra concretizzarsi anche al di là di ogni più fosca previsione. Siamo infatti a pochi giorni dalla chiusura del mercato, e la figura del tanto agognato top player, colui che avrebbe dovuto risolvere i problemi in attacco della squadra di Antonio Conte, e che sarebbe dovuto essere il primo obiettivo del mercato bianconero, quello da non fallire a qualsiasi costo, assume sempre di più i contorni di una figura sfuggente, irraggiungibile e quasi mitologica. Quasi fosse un'entità astratta di cui ogni anno si parte alla ricerca salvo poi ritornare con le pive nel sacco per non essere riusciti a rintracciarlo, o meglio, a "catturarlo".

Un Marotta sempre più in confusione continua così a spostarsi su obiettivi diversi fra di loro per caratteristiche tecniche, ma anche per qualità, passando di fatto da calciatori di prima fascia ad altri di quarta o quinta come nulla fosse nello spazio di un secondo. Con tentativi disperati come quell fatto per Jovetic un paio di giorni fa pur sapendo che la Fiorentina non lo avrebbe mai ceduto a questo punto del mercato, men che meno alla Juventus, fino all'ultimo nome fatto, tale Nicklas Bendtner, onesto carneade danese dalla media realizzativa simile a quella di Amauri, che non è mai riuscito a sfondare in quella fucina di talenti che è l'Arsenal di Arsène Wenger. Oltre al solito Gilardino, il cui nome ciclicamente torna a farsi sentire nei corridoi di Corso Galfer, assieme a quello di Borriello.

In tutti i casi, i fatti dicono che purtroppo la Juventus rischia di comprare uno o due giocatori assolutamente non necessari e utili a migliorare il tasso qualitativo della squadra, col rischio perfino che questi possano in futuro eventualmente diventare delle zavorre difficili da cedere, o di rimanere monca in attacco, qualora non agisse acquistando qualcuno. In entrambi i casi la Juve non risolverà i suoi limiti realizzativi, cosa che certo avrà un enorme peso soprattutto in Champions League. Nessuno pretendeva una figurina da esibire ai tifosi, ma almeno un campione che facesse fare il definito salto di qualità alla squadra, quello sì. E se proprio ciò non fosse stato possibile per qualche motivo, almeno si sarebbe potuto puntare a qualche tappa buchi di livello, come il vecchio ma fortissimo Drogba (prima che emigrasse in Cina) o il lunatico ma talentuoso Berbatov. In fondo i due dati alla mano non sembrano certo inferiori ai possibili acquisti dell'ultima ora di Marotta, anzi.