Teotino: "Il caso Frabotta e il valore delle seconde squadre. Possono funzionare non solo alla Juve"

23.09.2020 15:20 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Teotino: "Il caso Frabotta e il valore delle seconde squadre. Possono funzionare non solo alla Juve"

Nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport, Gianfranco Teotino ha parlato di Frabotta, che ha debuttato in campionato contro la Sampdoria e dei giovani della Juventus: "Ma la vicenda più significativa è quella di Frabotta, il titolare più inatteso fra i rappresentanti della generazione Z. Si è molto scritto, giustamente, in questi giorni, della sua storia, dai dilettanti a CR7 in 5 anni, finalmente una bella storia di formazione, una storia italiana. Ma troppo poco si è sottolineata la sua ultima provenienza: la Juventus B. È la prima volta che arriva in Serie A, per una sfida vera, non uno scampolo di fine stagione, un giocatore che si è forgiato in una seconda squadra. L’unica creata finora. Chissà perché. Pure qui, la Juve ha confermato di essere all’avanguardia. La sua Under 23, come le seconde squadre dei grandi club di tutta Europa, partecipando al campionato di Serie C ha contribuito non solo all’approdo di Frabotta in prima squadra, ma anche alla crescita di altri giocatori, ormai pronti per un salto di categoria, e contemporaneamente ai conti del club. Quest’estate la Juventus ha potuto incassare 7 milioni dalla cessione di Muratore all’Atalanta (effetto positivo sul bilancio 6,8 milioni) e 6,3 milioni (effetto positivo 4 milioni) dalla cessione di Mavididi al Montpellier. Cioè, in pratica, vendendo due soli giocatori della squadra B ha incassato il necessario per un anno di investimenti nel settore giovanile. Una forma di autofinanziamento, cui vanno aggiunte altre plusvalenze, come quelle create da scambi di giocatori con il Barcellona B (Matheus Pereira e Marques valutati entrambi oltre 8 milioni) o con il Manchester City (Pablo Morena e Felix Correia, oltre 10 milioni la doppia valutazione). Ma questo è un discorso più sdrucciolevole, si tratta di acrobazie finanziarie spericolate che ormai tutte le società calcistiche esercitano per aggiustare i bilanci. Resta il fatto che l’esperimento Juventus dimostra come le squadre B possano funzionare anche in Italia."