Trezeguet: "Alla Juve ho messo a disposizione il mio talento ma ho imparato anche tanto. Oggi vedo che c'è un grande lavoro con il settore giovanile"

28.02.2024 16:40 di Marta Salmoiraghi Twitter:    vedi letture
Trezeguet: "Alla Juve ho messo a disposizione il mio talento ma ho imparato anche tanto. Oggi vedo che c'è un grande lavoro con il settore giovanile"
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David Trezeguet, leggenda bianconera, si è raccontato ai canali ufficiali della Juventus dove ha ripercorso le tappe importanti della sua vita fino all'arrivo a Torino.

Ecco un estratto delle sue parole riportate dal sito juventus.com:

L’APPROCCIO ALLA SERIE A

"L’incontro con la Juve: un mondo nuovo, un ambiente fatto di tantissimi campioni, in un torneo, la Serie A, che allora era ambita da tutti i grandi giocatori del mondo. Un campionato nel quale c’era e ancora oggi c’è tanto da imparare, specie per un ragazzo, com’ero io all’epoca: furono settimane anche difficili all’inizio, io arrivavo dalla Finale degli Europei, vinta proprio con l’Italia. Ma la mia storia racconta che sono rimasto 10 anni, ho segnato e vinto tantissimo, ho giocato con tre palloni d’oro, ed è qualcosa che non capita spesso. Qui alla Juve, ho messo a disposizione il mio istinto, il mio talento ma ho lavorato anche tantissimo; in un club come questo imparai presto quello che era il mio ruolo, imparai da un lato a capire i compagni, dall’altro sono cresciuto ogni giorno, in ogni partita, anche confrontandomi con i grandi campioni che allora c’erano in Serie A."

LA JUVE OGGI

"Se penso alla Juve di oggi, vedo che c’è un buon lavoro in corso con il Settore giovanile; rivedo in un certo senso quello che ho vissuto nel 2006, quando sono cresciuti giocatori come Marchisio e Giovinco: quest’anno ci sono ragazzi che si sono fatti notare e hanno dimostrato le loro qualità, ed è una cosa molto bella. Tutto ha un inizio, e vedendo giocare questi ragazzi io ripenso al mio; è importante che quindi la società sostenga e faccia crescere, con un’idea chiara, giocatori che possono diventare importanti, perché il pubblico ama i ragazzi che “nascono” nella loro squadra."