Spalletti, la resa

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di Fabio Moretti
Juventus, Spalletti ammette la crisi: «Senza ritmo e idee». Bremer accusa, Vicario chiede scusa e torna l'ombra di Conte

La Juventus esce dalla sfida contro la Lazio con una sconfitta pesantissima, una classifica preoccupante e interrogativi che coinvolgono allenatore, giocatori e società. Lo 0-3 dell'Allianz Stadium lascia Luciano Spalletti davanti a una delle situazioni più difficili della sua esperienza bianconera.

I numeri raccontano una squadra ferma a 11 punti dopo sette giornate, ottava in classifica e già distante otto lunghezze da Inter e Lazio. Ma a preoccupare maggiormente è la prestazione: pochi segnali di reazione, difficoltà nella costruzione del gioco e una fragilità caratteriale evidenziata anche dalle dichiarazioni del dopopartita.

Spalletti ammette di essere sorpreso, Bremer denuncia l'atteggiamento di alcuni compagni e Vicario invita tutti ad assumersi le proprie responsabilità. Intanto, tra i tifosi, torna a circolare il nome di Antonio Conte.

Spalletti sorpreso dalla Juventus: «Siamo stati lenti di gambe e di testa»

Luciano Spalletti non cerca giustificazioni per la pesante sconfitta contro la Lazio. Il tecnico riconosce apertamente la superiorità della formazione di Gennaro Gattuso e individua nell'atteggiamento dei propri giocatori una delle principali cause del tracollo.«È stata una Juventus inferiore, fragile. Senza idee, corsa e disponibilità».

Un giudizio netto, che non lascia spazio a interpretazioni.

Spalletti si aspettava una risposta differente dopo la vittoria europea contro il Celta Vigo, ma la squadra non è riuscita a riproporre la stessa intensità.

«Molti atteggiamenti non mi sono piaciuti contro la Lazio».

L'allenatore sottolinea anche le difficoltà incontrate nella preparazione della partita, spiegando che lo staff aveva deciso di concedere recupero ai giocatori dopo l'impegno europeo e di effettuare sei cambi nella formazione iniziale.

Una gestione che, tuttavia, non ha prodotto il risultato sperato.

«Siamo stati lenti di gambe e di testa, se arrivi tardi non ci sono tattiche e sistemi di gioco se non ci metti anche il cuore».

Spalletti mette in discussione anche il rapporto con la squadra

Tra i passaggi più significativi delle dichiarazioni dell'allenatore emerge la necessità di riflettere sul rapporto con i calciatori. Spalletti ha sempre considerato il dialogo con il gruppo un elemento fondamentale del proprio metodo di lavoro. Dopo la sconfitta contro la Lazio, però, il tecnico ritiene necessario verificare se questa relazione stia producendo i risultati attesi.«Dovrò autoanalizzare il mio rapporto con la squadra, finora bello e sincero».Un'ammissione importante. Il tecnico non parla di una rottura interna, ma riconosce la necessità di comprendere perché la squadra non riesca a tradurre sul campo le indicazioni ricevute.

Spalletti ha poi evidenziato una differenza di carattere tra i giocatori. «Ci sono giovani che lottano e altri che alla prima spallatina si lasciano cadere per terra. Dipende dal carattere». Parole che riportano al centro del dibattito il tema della personalità.

La Juventus dispone di giocatori con qualità importanti, ma non tutti sembrano reagire allo stesso modo quando aumentano pressione e difficoltà.

Bremer durissimo: «Qualcuno si nasconde quando sente i fischi»

Le dichiarazioni di Gleison Bremer confermano il clima di grande delusione nello spogliatoio.

Il difensore brasiliano, capitano nella sfida contro la Lazio, ha affrontato apertamente il problema della reazione emotiva dei compagni.

«Non posso prendere tutti per mano».

Bremer ha poi sottolineato come alcuni giocatori fatichino a gestire la pressione del pubblico, come riporta Gazzetta.

«Qui qualcuno appena sente dei fischi si nasconde».Un'affermazione pesante, che evidenzia una difficoltà caratteriale prima ancora che tecnica.

Il brasiliano non ha indicato nomi, ma il suo intervento lascia intendere quanto sia necessario un cambiamento nell'atteggiamento collettivo.

La Juventus non può permettersi di perdere sicurezza ogni volta che una partita prende una direzione negativa.

Servono giocatori capaci di assumersi responsabilità anche nei momenti più complicati.