Spalletti a Sky: "Risultato bruttissimo, ma nessuna partita della vita. I giocatori non sono stati in grado di non pensarci, ho fatto il possibile ma..."

Spalletti a Sky: "Risultato bruttissimo, ma nessuna partita della vita. I giocatori non sono stati in grado di non pensarci, ho fatto il possibile ma..." TuttoJuve.com
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di Rosa Doro

Dopo la sconfitta rimediata contro la Fiorentina, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti è intervenuto a Sky Sport: 

Le faccio cinque domande in una, perché ci aspettavamo intanto un approccio diverso, questa era la partita della vita, una partita da vincere a tutti i costi.
"Da vincere, le partite della vita, le cose della vita, sono altre. Questo fatto che, è tutto perso, tutto buttato all'aria, tutto finito, siamo tutti morti, dove si mettono tutti in prigione tutti quelli che fanno sport e soprattutto quelli che fanno calcio. Anzi, da qui in avanti, bisogna risponderli. Poi è chiaro che questo è un risultato bruttissimo". 

Comunque era una partita da vincere. È chiaro che si parla di calcio. Comunque è una partita da vincere a tutti i costi, visto che adesso la situazione è quella che è. Le chiedo, mi rifaccio a quello che lei disse tempo fa, cioè, io ancora non ho capito che tipo di squadra ho a disposizione. Oggi, a distanza di tempo, dopo la prestazione di oggi, cosa ci può dire? 
"Allora, è così, è una partita importante per quello che sono risultati. Poi, per quella che è la mia valutazione, io non gliela faccio solo oggi ai miei calciatori, perché secondo me hanno fatto delle grandi cose, hanno fatto una crescita importante, hanno costruito le basi per fare delle cose importanti, è chiaro che oggi bisogna giocare a calcio e bisogna mantenere un livello di carattere, un livello di personalità che vuole questo livello di sfida, che vuole questo livello di importanza. E lì ci si può mettere a discutere. Per il fatto di subire questi momenti e non saper reagire in questi momenti, o non essere probabilmente nelle condizioni di esprimere il livello di calcio che ha il livello di calciatore che sei, io prima di tutto mi devo mettere in discussione su me e poi non andare a parlare dei calciatori, perché è chiaro, come ho detto coi calciatori, se io oggi vengo al campo e la mia squadra offre questo qui, è chiaro che analizzo soprattutto quello che ho fatto io prima di andare ad analizzare quello che hanno fatto questi calciatori, questi ragazzi. Poi abbiamo fatto una partita pessima sotto tanti punti di vista. Come sempre, l'episodio non ci è girato a favore perché ci siamo ritrovati sotto 1-0 quando non si era subito quasi niente. Poi non si era cominciato la partita bene, i primi palloni che sono stati contesi e che non erano né miei né tuoi, siamo stati in grado di portare a casa e di creare un'atmosfera dentro uno stadio bellissimo con un pubblico fantastico che ci desse una mano perché li abbiamo messi in discussione tutti e poi...

Sedicesimo gol subito al primo tiro, cioè 16 volte su 35 volte avete preso gol al primo tiro, e avete incassato al primo tiro il 46% delle volte. Ti sei dato una spiegazione?
"Io devo riuscire a far sì che non succeda questo, devo riuscire a parlare di questo, devo riuscire a parlare d'altro, devo riuscire a creare dentro la testa dei ragazzi una tranquillità, una lucidità che poi gli possa permettere di scegliere quando vanno in campo, gli possa permettere di andare a vedere dove è lo spazio giusto, di giocare due palloni puliti con la forza giusta, sul piede giusto, al compagno di squadra, di essere pronti a una riaggressione feroce che poi faccia vedere le intenzioni che abbiamo, perché gli stimoli debbono essere quelli e sono gli episodi che probabilmente ritirano dalla tua parte lo stadio e ti fanno avere quel supporto e quell'aiuto che poi in questi momenti qui può fare la differenza, insomma, ecco. Invece noi abbiamo fatto poco per quello che necessitava a livello di partita, che necessitava la squadra della Champions. Poi sappiamo che non andare in Champions la società perde dei soldi, e via dicendo. Ma parlare di una partita della morte, la partita della guerra, la partita del non so, sono partite di calcio. È quello che gli ho detto poi all'inizio. Si può creare troppo per quanto riguarda la cornice, per quanto riguarda il sovraccarico che c'è una partita a livello emotivo, poi i calciatori ne risentono forzatamente perché arriva una prova da tutte le parti. Gli avevo chiesto di fare pulizia, quando si riesce a togliere queste cose qui che tutti poi ci vogliono mettere perché probabilmente molti vorrebbero essere lì e non ci riescono, allora soffrono di essere lì, allora vogliono lavorare il sovraccarico agli altri perché vorrebbero giocare tutti partite di questo livello qui. Poi i calciatori debbono avere un atteggiamento in confronto a questo dove fanno della pulizia, perché poi, quando gli togli queste situazioni qui, rimane la partita di calcio, rimane il gioco, e il gioco è quello che ci ha portato qui, e rimango, rimango tutti i giorni, per giocare le partite di questo livello, per cui noi dobbiamo rigiocare il livello che ci ha portato qui, perché ci ha portato il livello della squadra". 

Ma la partita di oggi ti fa cambiare eventualmente valutazione o tu hai già le idee chiare sui tuoi giocatori?
"No, io ho le idee chiarissime su di me e sui miei calciatori, perché mi conosco da 68 anni e sono sempre andato a giro con me stesso, non ha portato nessuno a giro per il mondo. Per cui io devo prima di tutto analizzare me stesso, perché ho fatto tutto per portarli in condizioni mentali giuste, perché poi è soprattutto la testa. Io, prima di parlare di loro, devo parlare di me stesso, a me stesso e a loro".

Ma se a gennaio fosse arrivato la punta che chiedevi, avresti avuto meno difficoltà?
"È inutile ributtare dentro roba che poi, io dovevo riuscire a fare bene questa partita qui e anche l'altra, quella che abbiamo fatto benissimo. Ora abbiamo fatto bene perché delle cose si sono andate a prendere, abbiamo portato in superficie, secondo me ci sono molte cose che hanno una lettura chiara e di conseguenza però poi non siamo lì dentro e una cosa che la Juventus e il pubblico della Juventus merita".