Inchiesta arbitri, Moggi sbotta: "Con la Juve in passato fu usato un altro metodo"
Luciano Moggi torna a parlare di Calciopoli e dell'inchiesta recentemente archiviata, ribattezzata da alcuni "Arbitropoli", in un'intervista rilasciata a Il Tempo. L'ex dirigente della Juventus affronta diversi temi, dal confronto tra le due vicende fino al futuro della giustizia sportiva.
Moggi confronta Calciopoli con l'inchiesta archiviata
Alla domanda sull'idea maturata riguardo all'ultima inchiesta, Moggi risponde: «Mi ero fatto un'idea ben precisa: c'è qualcuno che è stato mandato via dal settore arbitrale che si vendica denunciando cose sostanzialmente normali. Eppure non sono così normali se le riportiamo a Calciopoli».
Approfondendo il paragone con il 2006, l'ex direttore generale bianconero aggiunge: «Nonostante 170 mila intercettazioni si è dovuto ricorrere al reato a consumazione anticipata. L'ho fatto spiegare in un podcast a Palamara: se vai in gioielleria e trovi un orologio sul tavolo mentre il proprietario è in bagno, tu non lo prendi; ma siccome avresti anche potuto prederlo, è reato. Allora vale tutto. Per questa ultima situazione, mi sembra esagerato dare in pasto al pubblico una cosa di normale amministrazione: non si fa danni dicendo 'sto mi piace e questo no', poi bisogna vedere cosa fa il designatore. Sono abbastanza scettico nel dire che ci fosse qualcosa, però si può tranquillamente dire che i comportamenti al tempo di Calciopoli nei confronti della Juventus erano molto ma molto diversi, e molto colpevolisti rispetto ad ora".
Il commento sulla giustizia sportiva
Nel corso dell'intervista c'è spazio anche per una riflessione sulla possibile riforma della giustizia sportiva. A questo proposito Moggi richiama la recente decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea relativa ai ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, affermando: «La sentenza della Corte UE nei confronti di Agnelli e Arrivabene dice che la giustizia sportiva deve sottostare a un giudice terzo e non decide più in assoluto. Questa è una specie di rivoluzione e la Federazione avrà tante gatte da pelare a riguardo".
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