Raimondo: "Il mio idolo è Cavani. Spero con tutto il cuore di seguire le orme di Schillaci"
Capocannoniere inaspettato della Serie A con la bellezza di 7 goal segnati in sette partite disputate, Antonio Raimondo del Frosinone si gode ora la notorietà e l'improvvisa attenzione dei grandi club, che lo hanno messo nel mirino come possibile rinforzo offensivo per la prossima stagione. Tra queste ultime, si sarebbe inserita anche la Juventus, che potrebbe ritrovare in lui il Totò Schillaci di Italia '90.
Le dichiarazioni di Raimondo
"Cerco sempre di dare il massimo, di seguire le idee del mister e di dare una mano alla squadra - ha dichiarato lo stesso Raimondo, ospite del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni ai microfoni di Radio Deejay - Poi, ovviamente, quando fai gol fa sempre piacere, però l'attaccante vive per il gol e sono contento di questo momento, ma c'è ancora tanto da lavorare. Il gol più bello contro il Sassuolo? L'ultimo, perché dai, fare tre gol è speciale, quindi penso l'ultimo sia più bello. La doppia finta sulla prima rete? Per non fare una figura di merda. Ho visto che il portiere era andato a terra e, per assicurarmi, ne ho fatta pure un'altra, per essere sicuro.
Il mio percorso? A Terni avevo 18 anni, ho fatto benissimo il girone d'andata e male quello di ritorno. Quando ho incontrato Alvini qui a Frosinone devo dire che mi ha cambiato anche come giocatore, perché mi martella sempre tutti gli allenamenti e ho trovato anche una certa continuità. Penso che questa sia la cosa fondamentale: un periodo buono possono avercelo tutti, però la continuità penso sia la cosa fondamentale per un giocatore. Ho fatto anche più esperienza, quindi penso anche quello mi abbia aiutato.
La Nazionale Under 21? Baldini è una bellissima persona, non posso dirgli nulla.
Come faccio a farmi trovare sempre nel posto giusto? Ci credo sempre, anche su palloni che magari possono sembrare inutili, perché comunque mi aspetto sempre l'errore, la respinta o la palla che rimane lì. Questo penso di averlo e cerco di migliorarlo, perché anche quello si migliora.
Il mio idolo? Io ho sempre guardato, da quando ero piccolo, Cavani del Napoli e mi ha sempre affascinato. Guardavo le partite del Napoli perché sono simpatizzante, quindi lo amavo per come rincorreva indietro, per la fame, la cattiveria, tutto.
Il sogno di arrivare in Nazionale maggiore e il paragone con Totò Schillaci? Lo spero con tutto il cuore".
Direttore: Claudio Zuliani
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