Sergio Conceição difende Francisco: «Spalletti ha sempre ragione, ma vorrei tanti giocatori come mio figlio»
La reazione di Francisco Conceição alla sostituzione durante Celta Vigo-Juventus continua a far discutere. Dopo le parole di Luciano Spalletti, arriva anche il punto di vista di chi conosce l'esterno portoghese meglio di chiunque altro: suo padre Sergio Conceição, ex allenatore del Milan ed ex giocatore della Lazio.
Intervistato alla vigilia della sfida tra Juventus e Lazio da gazzetta, Conceição senior ha affrontato il tema senza alimentare polemiche con l'allenatore bianconero, ma rivendicando il carattere e la personalità del figlio.
Il suo messaggio è chiaro: le decisioni dell'allenatore vanno rispettate, ma la delusione di un giocatore sostituito non deve necessariamente essere interpretata come un problema disciplinare.
Sergio Conceição sul caso Chico: «L'allenatore ha sempre ragione»
L'episodio risale alla trasferta europea contro il Celta Vigo, quando Francisco Conceição ha manifestato nervosismo dopo essere stato richiamato in panchina.
Spalletti, nel commentare l'accaduto, aveva sottolineato che il portoghese avrebbe dovuto eventualmente prendersela con se stesso, lasciando intendere che certe reazioni non dovessero trasformarsi in contestazioni delle scelte tecniche.
Sergio Conceição, pur comprendendo la frustrazione del figlio, si è schierato sul principio dell'autorità dell'allenatore.«Partiamo da un principio chiaro: l’allenatore ha sempre ragione. Se Spalletti ha pensato che fosse meglio fare quella sostituzione, avrà avuto i suoi motivi. Però va anche capita la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più».
Una posizione equilibrata, che distingue il rispetto delle gerarchie dalla voglia di incidere sul risultato.
Per l'ex tecnico rossonero, infatti, la reazione di Chico non rappresenta necessariamente un segnale negativo. «Preferisco chi si arrabbia a chi non mostra interesse»
Sergio Conceição ha poi spiegato come valuterebbe un comportamento simile dalla prospettiva dell'allenatore. «No, no è il mio pensiero da allenatore. Nella mia squadra voglio sempre un giocatore che ha personalità e si arrabbia per una sostituzione piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio, magari non bellissimi, ma non vanno nemmeno ingigantiti».
Parole che ridimensionano la portata dell'episodio.
Secondo Conceição, una manifestazione di disappunto non deve essere automaticamente letta come mancanza di rispetto, soprattutto quando nasce dalla volontà di continuare ad aiutare la squadra.
Naturalmente, resta fondamentale il modo in cui il calciatore gestisce la propria delusione.
Spalletti ha il compito di mantenere l'equilibrio dello spogliatoio, mentre Francisco deve dimostrare sul campo di meritare la fiducia dell'allenatore.
«Su Francisco c'è una narrativa che non mi piace»
Il padre del giocatore ha affrontato anche il tema del rendimento del figlio, autore finora di un gol e un assist in stagione.
Per Sergio Conceição, il contributo di un esterno offensivo non può essere valutato esclusivamente attraverso i numeri realizzativi.
«Su Chico c’è una narrativa che non mi piace: è un’ala, mica un centravanti. Tutto il lavoro che fa sia a livello offensivo che difensivo per i compagni non viene valorizzato: crea superiorità, corre, dribbla, apre spazi... Quando gioca bene o fa gol si dice sempre che può dare di più, mentre se non segna giù critiche. Ok il bastone, ma ogni tanto non farebbe male pure un po’ di carota».
Una difesa decisa delle qualità del portoghese.
Conceição senior ritiene che il lavoro senza pallone, la capacità di superare l'avversario e i movimenti utili ai compagni debbano avere un peso maggiore nei giudizi.
Il padre ha comunque trovato il modo di scherzare sul rapporto con Francisco: «Perché da padre, invece, mi arrabbio con lui ogni volta che tira e non fa gol (ride ndr)».
Spalletti promosso: «Mi piace molto, sa lavorare con i giovani»
Nel corso dell'intervista, Sergio Conceição ha espresso apprezzamento anche per Luciano Spalletti.
L'ex allenatore del Milan ritiene che il tecnico juventino stia affrontando una fase delicata, caratterizzata dalla necessità di dare continuità a un gruppo giovane.«Credo che Luciano sappia di avere un gruppo di qualità, ma ancora giovane. Per questo prova a variare spesso, per cercare di dare identità ed equilibrio alla squadra. Poi ci vogliono i risultati, naturalmente. Ma Spalletti a me piace molto: è un tipo metodico, sa lavorare con i giovani, far capire loro cosa significa giocare alla Juve».
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

