Avanti con Spalletti, ma questa Juve "vuole" le due punte

Avanti con Spalletti, ma questa Juve "vuole" le due punteTuttoJuve.com
Oggi alle 00:04Firme Bianconere
di Vincenzo Marangio

La vittoria contro il Celta Vigo per la Juventus vale molto più dei tre punti che la proietta in vetta al maxi girone di qualificazione di Europa League. Serviva una reazione dopo il deludente pareggio contro il Cagliari, serviva quella cattiveria sotto porta invocata da Spalletti, serviva una disposizione tattica diversa da provare che non naufragasse, e serviva come il pane che gli attaccanti trovassero finalmente la via del gol. Per carità, l'Europa League non vala la Champions, ma Celta e Villarreal non sono poi così differenti eppure laddove il Napoli di Allegri è affondato, la Juve di Spalletti è uscita con la vittoria in tasca. Non proprio un dettaglio, soprattutto perché le tossine di Cagliari potevano farsi sentire anche se il tecnico di Certaldo ha deciso di dare spazio a chi gioca davvero poco e aveva bisogno di minutaggio e conquistarsi anche una bella dose di fiducia.

A proposito di quest'ultima riflessione, chi si merita veramente fiducia sono Woltemade e forse Cambiaso, perché Koopmeiners è stato il solito impalpabile fantasma (anche con gli occhiali tridimensionali) e Gatti e Kelly ci mettono impegno ma hanno bisogno di una guida spirituale accanto altrimenti imbarcano acqua. Tradotto: se a scendere in campo sono più o meno gli stessi, un motivo ci sarà. Ed è qui che invito tutti a smetterla di pensare che ogni problema sia riconducibile all'allenatore, che auspicarsi un esonero di Spalletti e l'arrivo del "salvatore della patria" (per alcuni) Antonio Conte sia la panacea di tutti i mali perché non è e non sarebbe assolutamente così. La Juventus viene da anni di programmazione fallita, con tanti errori di Giuntoli, errori in serie di Comolli e qualche sbaglio di valutazione persino da parte di Carnevali e Massara e tutto ciò porta come risultato una rosa non sempre all'altezza, forte in tanti elementi ma non fortissima, carente di personalità e di leader e che si sta, di nuovo, ricostruendo. Sembrerà strano, e per qualcuno potrebbe essere un suicidio, ma questo è il momento di non toccare il progetto tattico, di dare fiducia all'allenatore e toglierla a chi si è giocato fin troppe carte prima di confermare di non essere adeguato alla Juventus, e il pensiero va subito a Koopmeiners tra gli altri. 

Fiducia totale ma non a tempo indeterminato per Spalletti, perché ovviamente anche l'allenatore deve prendersi la responsabilità delle scelte e dei risultati, detto che non è mago Merlino e non può trasformare buoni giocatori (in alcuni casi insufficienti) in campioni da Juve ma può aiutarli con l'organizzazione, con la disciplina e con l'assetto giusto. Non sottovaluterei la frecciatina lanciata a Conceicao dopo la gara con il Celta, quando Spalletti gli ha detto pubblicamente che quando si prova il terreno di gioco prima di una partita bisogna farlo con serietà. Questa è disciplina, il tecnico bianconero ha voluto mandare un messaggio a tutti: la Juve deve tornare a curare i dettagli e non solo da dietro la scivania ma anche in campo. Ma Spalletti deve essere disposto a cambiare e contro la Lazio mi aspetto che si parta con le due punte, perché il rendimento della squadra glielo sta chiedendo e direi che gli stessi attaccanti glielo stanno chiedendo anche pubblicamente. Certo, questo significa fare di tutto per mantenere equilibrio e non spingersi tutti all'attacco, questo significa che i vari Alajbegović, Conceicao e Zhegrova devono abituarsi all'idea di sacrificarsi molto anche in fase difensiva per permettere alla squadra di sorreggere le due punte. Ma il piano deve essere questo: avanti con Spalletti e con le due punte.