Pres. Lecce al Corsport: "Bisogna chiudere entro la metà di luglio. Se non si riprende la stagione non può essere omologata"

02.04.2020 10:50 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Pres. Lecce al Corsport: "Bisogna chiudere entro la metà di luglio. Se non si riprende la stagione non può essere omologata"

Il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport sulla possibile ripresa della Serie A: “Pensare di ripartire prematuramente, senza che la situazione sanitaria si sia in qualche misura normalizzata, senza preoccuparsi di come garantiremo ai giocatori e a tutto il personale coinvolto la tutela della salute, certamente lo sarebbe. Ma il tema del dopo, del riavvio della Serie A che abbiamo dovuto interrompere, va affrontato. Io auspico che la stagione in corso si concluda. Sono per la ripartenza, insomma. Ma si tratta di un auspicio ragionato, basato su alcuni presupposti. Il primo, chiaro, è che la pandemia venga superata, il che significherebbe peraltro la fine di una crisi gravissima per il Paese. Il secondo, altrettanto ovvio, è la certezza che nessun danno venga arrecato alla salute degli atleti e delle altre persone coinvolte. Infine, non bisogna arrivare con i tempi tanto in là da compromettere la prossima stagione. Termine ultimo? Sarebbe complicato giocare oltre metà luglio senza fare danni. Inoltre la stagione a venire deve comunque concludersi rapidamente per via dell’Europeo e dell’Olimpiade rinviati”.
 
Sulle opzioni playoff e congelamento delle classifiche: “Dico solo che, se non si dovesse riprendere a giocare, questa stagione non può essere omologata, non può emettere verdetti. Sarebbe insensato chiedere scudetto e retrocessioni a un campionato che s’interrompe bruscamente a dodici partite dalla fine per cause di forza maggiore. L’unica eccezione, immagino, dovrebbe riguardare le squadre da qualificare alle competizioni europee. Assegnare un titolo o addirittura decidere chi perde la categoria non sarebbe razionale. Il Benevento? La questione è delicata. Negare al Benevento la promozione sarebbe aberrante quanto condannare Lecce o Genoa alla B. Servirà una soluzione giuridicamente logica che tenga il più possibile conto dei meriti sportivi di ciascuna squadra. Sinceramente in questo momento io non me la sento di riprendere, con tutti quei morti. Ma se la situazione migliorasse e ci venisse chiesto questo sacrificio occorrerebbe giocare per far ripartire l’industria calcio”.