Prandelli: “Senza unità non si riforma il calcio. Conte la persona giusta per il cambiamento"
“Il rinnovamento è necessario e obbligatorio. Se Lega Calcio e Federazione non vanno d’accordo, non cambieremo mai il calcio”. Così Cesare Prandelli, intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha analizzato la crisi del calcio italiano.
L’ex ct ha indicato la strada: “Bisogna ripartire dai bambini e mettere attorno a un tavolo tutte le componenti: arbitri, genitori, dirigenti e procuratori. Dovremmo farci la stessa domanda che si fece la federazione tedesca in un momento di crisi: qual è la squadra più importante? Non i club, ma la Nazionale. Noi siamo pronti a farcela questa domanda?”.
Prandelli ha poi rivelato una proposta avanzata al presidente della FIGC, Gabriele Gravina: “Avevo suggerito di creare una seconda squadra italiana. Dopo il percorso Under 21, la Federazione dovrebbe organizzare una squadra per mantenere e valorizzare il proprio capitale. Oggi si formano i ragazzi dai 14 ai 21 anni e poi li si perde. Se i club non li fanno giocare, facciamoli giocare noi”.
Guardando al futuro della panchina azzurra, Prandelli ha commentato: “Tutti i nomi usciti sono una garanzia. Antonio Conte, conoscendo ambiente e dinamiche, potrebbe essere la persona giusta per avviare un cambiamento. Mi auguro però che in futuro possano crescere allenatori direttamente in Federazione”.
Infine, una riflessione sulla governance: “Ho conosciuto Giancarlo Abete, uno dei dirigenti più limpidi e onesti. Dall’altra parte c’è un ex presidente del CONI che ha ristrutturato e fatto crescere molti atleti. Insieme potrebbero costruire un programma vincente, evitando anche il rischio di commissariamento”.
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