Prandelli al Corsport: "Pirlo è un predestinato, ha inventato un ruolo e farà calcio di qualità. Il rischio è che altri vogliano imitare Agnelli"

12.08.2020 10:40 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Prandelli al Corsport: "Pirlo è un predestinato, ha inventato un ruolo e farà calcio di qualità. Il rischio è che altri vogliano imitare Agnelli"

Ai microfoni del Corriere dello Sport, l’ex ct della Nazionale Cesare Prandelli ha parlato della scelta della Juventus di affidarsi per la panchina ad Andrea Pirlo: “Non me l’aspettavo, anche perché non avevo mai sentito Andrea tirare fuori un fiato sul fatto di voler fare questo mestiere. Ha cambiato idea, suppongo, perché ha cambiato vita. E’ stato a New York, è diventato commentatore, ha visto una marea di partite dall’esterno. Altro che storia emozionante, è una storia unica. Io sono convinto che esistano predestinati in ogni campo e Pirlo è uno di questi. Ovviamente avrà bisogno di aiuto, sotto forma di energia e di sostegno. Non credo proprio che alla Juventus dall’oggi al domani qualcuno sia impazzito. Se la società accreditata da tutti di serietà e capacità di programmazione prende una decisione così, affidarsi a un allenatore all’esordio, significa che hanno scelto l’uomo. Lo conoscono a fondo, hanno abitato nella sua stessa casa per anni, hanno parlato di calcio con lui. Li ha convinti con le idee. In questi casi, predestinato uguale strada spianata”.

Su Sarri: “Bisogna capire se Sarri sia stato coinvolto in un progetto tecnico. Ha sempre avuto mezzali che andavano in profondità senza palla, in questa Juve tutti volevano la palla addosso. Non ha scelto lui i giocatori, penso. Vediamo se Pirlo sarà più fortunato. I predestinati si riconoscono anche dalla buona sorte”.

Da cosa si capisce che Pirlo può diventare un bravo allenatore? “La capacità di interpretare ciò che succede in campo. Lui lo capiva prima degli altri. Vedeva lo smarcamento, il movimento della squadra, per anni giocando davanti alla difesa si è addestrato a guardare tutti, dal portiere alla punta. Non conosco la sua visione tattica, però suppongo voglia produrre calcio di qualità. Creare e ricreare azioni. L’ho allenato quattro anni in Nazionale e posso garantire che per intuizione e conoscenza era già un allenatore. Un Consiglio per Pirlo? Quando ero un ragazzino Mazzone mi ha detto: l’allenatore bravo è quello che riesce a farsi comprare i giocatori bravi. Sembrava una frase buttata lì. Venticinque anni dopo è diventata la descrizione più nitida del lavoro di tecnico. Credo che alla Juve farsi comprare giocatori bravi sia abbastanza facile”.

Cosa ha convinto la Juventus a fare questa scelta? “I grandi campioni fanno sempre fatica a togliersi la maglia. E quando sembra se la siano tolta in realtà la portano sotto i vestiti. Pirlo se l’è tolta più velocemente di altri. E questo ha colpito la società. Hanno colto la maturità dell’uomo. Detto questo, non so se a Pirlo sarà concesso tempo per prendere le misure al compito o se invece pretenderanno subito che vinca la Champions League. Per me sarebbe già un successo riuscire a vedere nel giro di qualche settimana una squadra riconoscibile, con il marchio di Andrea. Sa quale può essere il lato negativo di questa vicenda? Che a qualche altro presidente italiano salti in mente di fare come Agnelli. Ma di predestinati come Pirlo non ne esistono tanti”.