Polemiche sulle scelte di Ancelotti, l'ex Juve Danilo: "Per malafede chi analizza il calcio pensa che ci siano i titolari e quelli che non giocano"

Polemiche sulle scelte di Ancelotti, l'ex Juve Danilo: "Per malafede chi analizza il calcio pensa che ci siano i titolari e quelli che non giocano"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Danilo si prepara al possibile terzo Mondiale con il Brasile e racconta il momento più maturo della carriera tra esperienza, critiche e nuove sfide.

L'ex bianconero Danilo sta per iniziare una nuova avventura con la maglia del Brasile. Il difensore, convocato da Carlo Ancelotti in vista di quello che sarà il suo terzo Mondiale, si prepara a vivere un'altra esperienza iridata forte di un percorso che lo ha portato a collezionare 70 presenze con la Seleção nell'arco di quindici anni.

Danilo guarda al terzo Mondiale con il Brasile
 

Le assenze di Militao e Wesley potrebbero offrirgli un'opportunità importante, spalancandogli le porte di una maglia da titolare. In un'intervista concessa a Globo Esporte e ripresa da Tmw, l'ex Juventus ha raccontato le sensazioni che accompagnano questo momento della sua carriera.

"È la vita, no? La capacità di adattarsi ai momenti e alle opportunità", ha raccontato. "Quando ho iniziato tanto tempo fa, immaginavo che avrei potuto giocare tre Mondiali, ma pensavo al 2014, 2018, 2022. Sarebbe stata la mia età più produttiva come atleta, diciamo così. Sono arrivato al 2026 con un'altra prospettiva".

Danilo ha poi riflettuto sul lungo cammino vissuto con la Nazionale brasiliana e sulla maturità acquisita nel corso degli anni.

"È stato un viaggio meraviglioso. Poter partecipare a questo terzo Mondiale mi fa pensare a quanto il tempo sia importante nella vita. Il tempo ti fa analizzare meglio le situazioni, vedere come avresti potuto gestire una determinata circostanza, essere importante per il gruppo in una situazione specifica. Arrivo nel miglior momento mentale possibile per dare il mio contributo alla posizione".

Le critiche, il calcio moderno e il ruolo nel gruppo

Il difensore brasiliano, che nel corso della carriera è passato dal ruolo di terzino a quello di centrale, ha affrontato anche il tema delle critiche e delle discussioni nate attorno alle scelte del commissario tecnico.

"Dico sempre che il calcio è uno specchio della vita in generale", replica subito. "In questo momento dobbiamo giustificare tutto, dobbiamo, in un certo senso, metterci alla prova ogni giorno. Molto più che essere, bisogna ancora sembrare di essere, il che è una cosa curiosa. Capisco perfettamente, perché la gente ha sempre pensato che per stare in Nazionale un giocatore debba essere il protagonista principale nel club di appartenenza".

Secondo Danilo, però, il calcio moderno richiede una lettura differente delle dinamiche di squadra.

"Ma i tempi sono cambiati - ha proseguito Danilo - e la concezione di un gruppo va oltre questo. Spesso chi analizza il calcio, per malafede, pensa che ci siano i titolari e quelli che non giocano. La concezione del calcio oggi va ben oltre. Al Flamengo, a ogni partita scende in campo la squadra più adatta a quel tipo di avversario, ma insistiamo a parlare di titolari e riserve, una cosa che non esiste da nessuna parte. Capisco che la gente la veda in questo modo, soprattutto i tifosi".

Infine, l'ex bianconero ha spiegato il proprio approccio nei confronti delle contestazioni.

"È totalmente comprensibile. Spetta a me lavorare, dimostrare la mia importanza, rispondere sul campo e cercare di vincere. Quando si vince, tutti i dubbi e le contestazioni svaniscono. La vivo con molta tranquillità. Forse se fossi dall'altra parte, senza capire tutti gli aspetti, penserei la stessa cosa".