Platini: “L'Italia deve ripartire da zero non la Juve. Offerta Tether? Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Sul futuro..."
Michel Platini ha parlato in conferenza stampa prima della gara di golf organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro. Ecco le sue parole riprese da TuttoJuve.com:
Sul Mondiale?
Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione dei giocatori con i 26 giocatori perché da prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince”.
Sulla formula del Mondiale?
È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo.
Da dove ripartirebbe con la Juventus?
“Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus?
La Juve deve comprare giocatori esperti o giovani?
"La strategia è vincere le partite. Poi come farlo non lo so perché non sono dentro. L’importante è vincere e se la Juve avesse vinto contro la Fiorentina sarebbe stata tutta un’altra storia”.
Quando pensa alla Juve cosa sente?
“Penso a tre cose: a tutti i tifosi che mi vogliono bene e che in questo momento sono delusi, poi alla famiglia Agnelli e infine ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi. Un ritorno? No ho già risposto lo scorso anno”.
Sulle parole di ieri di Aldo Serena?
“Sempre detto che non capiva niente (ride ndr). Lo ringrazio ma io mi sono semplicemente divertito a giocare a calcio. Sono stato diverso dai bambini italiani che pensavano al catenaccio e difendere”.
Sul paragone con Maradona?
“Perchè ha fatto due sport calcio e pallacanestro. Diego è stato più personaggio di me perciò ha fatto più notizie sui giornali di me. Io so che Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. In Italia la prima parola che ho imparato è stata sfida per Zico e Diego. In quel periodo era un momento meraviglioso per l’Italia perchè i più grandi campioni erano in serie A”.
Come si riparte da zero in Italia?
“Ripartire da zero vuol dire fare il bilancio del calcio e trovare le soluzioni per trovare buoni giocatori. Sono state delle decisioni politiche e non calcistiche. Noi in Francia l’abbiamo fatto tante volte”.
Del Piero deve tornare alla Juve?
“Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro”.
Su Yildiz?
“Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia”.
Può tornare nel calcio?
“Ho dei progetti ma per fare il consigliere. Non ho voglia di lavorare nei club o nella FIFA. Se avessi 50 forse si”.
Massimo Mauro potrebbe essere un uomo da Juve?
“Non dovete chiedere a me. Massimo ama la Juve e Torino, poi ha anche delle idee. Però non dipende da me”.
Sulle esclusioni di Kalulu e Thuram?
“Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori”.
Cosa non ha funzionato con Comolli?
“Io non conosco la Juve e non sono dentro. Quindi posso parlare in generale. Ha perso una partita con la Fiorentina e vincendo quella poteva andare in Champions e cambiare tutto. Ci sono i cicli e la Juve non può vincere. Lasciamo anche qualcosa, non troppo, ad altri”.
La sua Juve aveva un bel gruppo?
“Un bellissimo gruppo. Per me non è stato semplice perché sostituivo Brady che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Loro mi hanno sempre fatto sentire bene. Poi quando fai gol ti vogliono tutti bene”.
Sulle difficoltà di David?
“È più facile essere un centrocampista perché tocca tanti palloni. Per l’attaccante dipende sempre dalla squadra. Io quando sono arrivato alla Juve giocavo in una Juve Trapattoniana. Quando segnavo dovevo fare 80 metri invece adesso Messi gioca negli ultimi 20 metri. Per questo ho smesso a 32: Trapattoni mi ha tolto la benzina”.
Sul rifiuto di Elkann alla proposta di Tether?
“Io sono per la famiglia Agnelli. Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Difficoltà con le big Europee? Per questo ho creato il Fair Play finanziario ovvero devi vivere con quello che hai. Per me la Juve è la famiglia Agnelli”.
Sulle multiproprietà?
“Non sono molto d’accordo con tutto questo”.
Sul Mondiale del 1986?
“È un rimpianto perché la Francia era la squadra più forte”.
Tra giochisti e risultatisti?
“Meglio essere giochisti. Ai miei tempi eravamo risultatisti ma non io”.
È stato in Sicilia con John Elkann?
“È andata bene ma ha organizzato Brio e potete parlare con lui. John è venuto con me ed è stato molto disponibile con tutti”.
Un pensiero su Vialli?
“Non l’ho conosciuto molto ed ha fatto una bellissima carriera. Io ho un grande rapporto con Massimo e sono qui per lui. L’ho trovato molto forte nella sua malattia e ho sempre un pensiero per lui. Mi congratulo con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca”.
Su Ronaldo?
“Ha il suo destino nella testa. Lui ha un fisico diverso dal mio. Se lo fanno giocare deve continuare”.
Sulle parole di Mbappè?
“I giocatori possono parlare di tutto, ma quando indossa la maglia della nazionale non deve parlare di politica, perché giocano per tutti i francesi. Può parlare di politica con la maglia del Real”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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