Pirateria Iptv, indagine in tutta Italia: multe fino a 5.000 euro
La Guardia di Finanza di Ravenna, su delega della Procura di Bologna, ha eseguito oltre 100 perquisizioni e sequestri in tutta Italia nell'ambito di un'inchiesta contro la diffusione illegale di abbonamenti pirata a piattaforme come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify. Secondo gli inquirenti, il sistema di trasmissione video si basava su un'infrastruttura tecnologica avanzata con app installate sui dispositivi degli utenti e server esteri in grado di decriptare i contenuti. In Italia venivano usate macchine virtuali per intercettare e ritrasmettere codici di abbonamenti regolari intestati a soggetti fittizi, garantendo accesso ai contenuti e qualità di visione. Gli abbonamenti venivano poi rivenduti da oltre 70 distributori tra 40 e 130 euro l'anno, spesso con pagamenti non tracciabili.
5000 euro di multa
Con il coordinamento di Eurojust (Agenzia dell'Unione Europea per la Cooperazione Giudiziaria Penale) sono stati sequestrati dispositivi anche in Francia e Germania. Contestato anche l'uso del sistema Iptv, il cosiddetto pezzotto”. Il danno stimato per le società coinvolte è di circa 300 milioni di euro. PE4 i primi mille abbonati individuati sono previste multe fino a 5mila euro. Il direttore generale della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha commentato l’operazione sottolineando come chi usa la pirateria lasci tracce digitali facilmente rintracciabili e danneggi i club e i tifosi onesti. "Valeva davvero la pena fare i furbi piratando le partite per risparmiare 30 euro al mese, per poi finire attenzionati dalla GdF e doverne pagare 5.000?" si è chiesto De Siervo.
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