Pavlovic carica il Milan: dalla sfida alla Juventus al futuro in rossonero: "Pericolo ConceiçAo"

Pavlovic carica il Milan: dalla sfida alla Juventus al futuro in rossonero: "Pericolo ConceiçAo"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Pavlovic presenta Juventus-Milan, elogia Modric e Amorim, parla del possibile rinnovo e analizza le ambizioni rossonere in campionato e in Europa.

Strahinja Pavlovic si prepara ad affrontare un’altra stagione da protagonista con la maglia del Milan. Arrivato ormai alla terza annata in rossonero, il difensore serbo è diventato un riferimento della squadra grazie alla personalità, alla forza fisica e a una sorprendente confidenza con il gol: sette reti in 60 presenze rappresentano un bottino significativo per un centrale.

Alla vigilia della sfida contro la Juventus, il venticinquenne ha affrontato diversi argomenti: dalla delusione per la Champions League sfumata nella passata stagione al nuovo corso tecnico affidato a Ruben Amorim, passando per il rinnovo contrattuale e le ambizioni europee del Milan.

Il rimpianto per la Champions sfumata

Pavlovic è tornato sulla mancata qualificazione alla principale competizione continentale, persa dopo aver fallito l’ultimo appuntamento casalingo contro il Cagliari, parlando a Il Giornale.

«Non so proprio come abbiamo fatto. Il calcio è strano o meglio, come dice Allegri, lo ha inventato il diavolo».

Secondo il difensore, la squadra avrebbe commesso soprattutto un errore mentale. Dopo il successo nel derby, il Milan pensava ancora di poter insidiare l’Inter nella corsa al titolo. La successiva sconfitta contro la Lazio, però, avrebbe cambiato completamente la prospettiva del gruppo.

«Credo che la chiave sia la seguente: vinto il derby di ritorno avevamo la convinzione di poter dare ancora fastidio all’Inter. E invece la settimana dopo abbiamo perso con la Lazio. Da quel giorno abbiamo pensato tutti: non potremo vincere più il campionato ma abbiamo in tasca la Champions. È stato il focus sbagliato!».

Da Allegri ad Amorim: cambia il volto del Milan

Il passaggio da Massimiliano Allegri a Ruben Amorim ha prodotto una svolta sul piano tattico. Pavlovic conserva parole di grande stima per il precedente allenatore, ma sottolinea come la squadra stia gradualmente assimilando le richieste del tecnico portoghese.

«Allegri è troppo bravo, uno dei migliori, con lui sono cresciuto tantissimo da difensore e non solo per i gol fatti. Ho imparato molto. Adesso si cambia registro e ci sarà bisogno di tempo per abituarci a quest’altro tipo di calcio. Non è così difficile ma bisogna registrare tutto: i movimenti, le intese, e concentrarsi soprattutto quando si è in possesso palla. Per me non è una novità perché mi ricorda l’esperienza fatta al Salisburgo con Jaissle. Amorim è duro sul campo quando ci alleniamo, giusto sia così, ma morbido fuori».

Nel nuovo sistema, il serbo deve inoltre limitare le incursioni offensive che lo avevano reso particolarmente pericoloso nelle stagioni precedenti.

«I motivi sono due: adesso mi aspettano e mi curano quando scappo in avanti, e poi esercitando una pressione in avanti non è consigliabile lasciare 40 metri di campo vuoti alle spalle».

Juventus-Milan, Pavlovic indica il pericolo Conceição

Il centrale rossonero non ha dimenticato l’ultima partita disputata a Torino. A suo giudizio, il Milan avrebbe meritato un risultato migliore, considerando il rigore fallito da Christian Pulisic e le occasioni non concretizzate da Rafael Leao.

«Forse l’ultimo 0 a 0. Non così nella sfida di Torino, con un rigore sbagliato da Pulisic e due occasioni sprecate da Leao. Meritavamo di vincere quella sera».

Tra gli osservati speciali della Juventus c’è Francisco Conceição, giocatore capace di creare superiorità grazie alle accelerazioni e alla qualità nell’uno contro uno. Pavlovic assegna scherzosamente il compito di limitarlo al compagno Bartesaghi: «È molto veloce, c’è lavoro per Bartesaghi!».

Il difensore ha parlato anche di Dusan Vlahovic, tornato a lavorare con Vincenzo Italiano: «Per lui c’è un nuovo inizio, è tornato a giocare con Italiano che lo ha valorizzato a Firenze. Gli auguro buona fortuna».

Modric leader, Cisse la sorpresa

Nelle parole di Pavlovic emerge con chiarezza la centralità di Luka Modric nel progetto rossonero. Il centrocampista croato viene considerato un riferimento tecnico ed emotivo: «Luka è il cuore del Milan».

Tra i nuovi arrivati, invece, il serbo si è detto particolarmente colpito dalla maturità di Cisse: «Cisse. Ha solo 20 anni e sembra un veterano grazie a un bel carattere. Poi naturalmente Ramos».

Quanto alla lotta per lo scudetto, Pavlovic assegna ancora all’Inter il ruolo di principale candidata: «Se una squadra ha appena vinto lo scudetto e la coppa Italia come può non essere considerata la favorita del torneo?».

Il rinnovo con il Milan e le ambizioni europee

Il futuro del centrale potrebbe essere ancora a lungo a Milano. Il club sta valutando il prolungamento dell’accordo e il giocatore non nasconde il desiderio di continuare la propria esperienza in rossonero.

«Verissimo. Mi piace vivere a Milano, mi piace il Milan. Voglio restare. E per il rinnovo del contratto ho già parlato tante volte con tutti, con Amorim innanzitutto e poi con i dirigenti».

Positivo anche il rapporto con Gerry Cardinale, sempre più presente nella quotidianità della squadra. Secondo Pavlovic, il numero uno del club avrebbe chiesto ai calciatori di non ripetere il negativo epilogo della precedente stagione.

Sul fronte europeo, infine, il Milan non vuole limitarsi a partecipare. Il calendario sarà intenso e ricco di ostacoli, ma nello spogliatoio esiste la volontà di arrivare fino in fondo: «Le partite sono tante. E alcune anche molto impegnative. Dobbiamo farci trovare pronti per provare a vincere le sfide».