Paratici: "Il processo? Esperienza molto pesante, ma non mi sento colpevole di nulla. La mia Juve era 20 anni davanti a tutti"

Paratici: "Il processo? Esperienza molto pesante, ma non mi sento colpevole di nulla. La mia Juve era 20 anni davanti a tutti"TuttoJuve.com
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di Giuseppe Giannone

Intervistato dal "Corriere della Sera", Fabio Paratici, ex dirigente della Juventus, ed attuale ds della Fiorentina, torna a parlare della condanna al processo per il caso plusvalenze, difendendo comunque il suo operato: "Non mi sento colpevole di nulla, se è questo che vuole sapere. Premesso ciò, è stata un’esperienza molto pesante perché l’indagine penale è durata cinque anni e mezzo, e per sostenerla è stato necessario essere forti. Sono stato condannato per una strategia tecnico-finanziaria che ha riguardato molti nazionali, le cito Rovella, Orsolini, Spinazzola. È stato applicato un principio contabile mai visto prima e che sto aspettando di rivedere: negli atti si parla di questo e non di plusvalenze gonfiate, come invece si racconta in giro. Nel processo sportivo non ti difendi, c’è poco da fare. Quello penale ho voluto chiuderlo per ricominciare a vivere.

Come ha fatto la mia Juve a vincere tutto? Eravamo vent’anni avanti tutti gli altri. Un presidente visionario, un direttore sapiente, il talento che mi riconosco nel “vedere” i calciatori, gli allenatori più preparati, i giocatori più seri. E le difficoltà delle milanesi nel gestire il declino delle grandi famiglie proprietarie, questo va detto.

L'acquisto di Cristiano Ronaldo? Prezioso per la Juve, importante per tutti come fu poi Mourinho alla Roma, un campionato ha bisogno di grandi personaggi. Noi tutti volevamo la Champions e il primo anno avremmo potuto vincerla, l’eliminazione dall’Ajax mi resta ancora qui. Il problema fu che segnando un gol a partita, Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che peraltro avevano già vinto tanto. Per questo cambiammo allenatore, per provare una shakerata".